Africa: fame, siccità e violenza stanno uccidendo la popolazione

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In Africa, in particolare nel Corno d’Africa, è sempre più emergenza. “La Somalia meridionale sta vivendo una grande emergenza umanitaria – ha commentato il PAM, Programma Alimentare Mondiale in una nota ufficialema da tempo non esistono le condizioni per operare in una situazione di sicurezza”.

Tra i Paesi africani più disastrati troviamo, appunto, la Somalia, dove da tempo è iniziato un esodo che non accenna a diminuire. Intanto, il Programma alimentare mondiale sta valutando la possibilità di riprendere l’assistenza umanitaria nelle aree che si trovano sotto il controllo delle milizie di Al Shabab, perché a colpire il Paese sono soprattutto la grave siccità, la fame e la violenza nel sud del Paese, fenomeni che stanno spingendo la popolazione a dirigersi verso il Kenya e l’Etiopia.

Il Pam ha fatto quindi sapere di “aver preso in considerazione, insieme all’Ufficio di coordinamento degli aiuti umanitari delle Nazioni Unite, la possibilità di ritornare se e quando ci saranno le condizioni di sicurezza e se le Nazioni Unite garantiranno la necessaria autorizzazione“.

Il Pam infatti, lo scorso anno, si era ritirato dai territori in mano ai ribelli di Al Shabab dopo aver ricevuto numerose minacce dai guerriglieri e dopo aver subito diverse restrizioni e imposizioni, che hanno messo in pericolo e l’efficacia del lavoro del Programma. Da allora il Pam ha continuato a lavorare a Mogadiscio e nella Somalia centrale e settentrionale dando assistenza alimentare a 1,5 milioni di persone.

Adesso però, visto lo stato di emergenza della zona, sono gli stessi ribelli a chiedere alle agenzie internazionali di riprendere le attività nel sud e l’Onu ha quindi detto di voler valutare questa possibilità.

Sono più di 10 milioni le persone che necessitano di assistenza umanitaria. – ha detto l’Unicef con un’inquietante nota – Sono necessari 31,9 milioni di dollari per aiutare bambini e donne del Corno d’Africa. Guardandosi attorno, si vedono soprattutto donne e bambini. Sono ancora una volta i profughi i più colpiti da questo triplo shock di siccità, che è legato ai cambiamenti climatici, ai rincari nei prezzi dei prodotti alimentari e al conflitto armato in Somalia. La gente ha attraversato tante difficoltà per arrivare qui. Si trova in pessime condizioni. È davvero umiliante trovarsi qui“.

Nel 2011, mentre nell’Occidente si pensa a migliorare le condizioni di vita, nei Paesi poveri la prima emergenza è ancora una volta l’acqua e il cibo.

Verdiana Amorosi

 

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