Acque di balneazione 2011: cala la qualità delle acque europee

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Cipro regina delle acque di balneazione europee. Nell’isola infatti il 100% delle zone balneari rispetta i valori guida imposti dall’Ue. È quanto emerge dal Bathing water report 2011 pubblicato ogni anno dall’Agenzia europea dell’Ambiente (Aea) e dalla Commissione europea, in cui si prende in esame la qualità delle acque di oltre 21mila zone di balneazione, sia costiere che interne, dei 27 stati dell’Ue, nella stagione 2010, classificandole come “conformi ai valori obbligatori”, “conformi ai valori guida più rigorosi” o “non conformi”.

Dopo Cipro, troviamo la Croazia (97,3%), Malta (95,4%), la Grecia (94,2%) e l’Irlanda (90,1%). L’Italia invece ha raggiunto l’85,3% delle acque di balneazione a livello costiero, in leggero calo rispetto alle rilevazione dello scorso anno, mentre per le acque interne la quantità considerata ok dall’Ue è stata il 72,7%, in aumento rispetto al 2009.

In generale, dunque, la qualità delle acque di balneazione in Europa è leggermente diminuita tra il 2009 e il 2010. Nel 2010 infatti il 92,1% delle acque di balneazione costiere e il 90,2% delle acque di balneazione interne in Europa era conforme agli standard qualitativi minimi. Inoltre, secondo l’Ue, il numero di corpi idrici che risultava conforme ai valori obbligatori è sceso del 3,5%, mentre quelli conformi ai valori guida sono diminuiti del 9,5%.

Ciononostante, il livello complessivo è rimasto comunque elevato. Infatti il 90% delle acque di balneazione ha raggiunto i requisiti minimi richiesti dall’Ue. Inoltre, la nuova direttiva avviata nel 2006, che abrogherà entro il 2014 la “vecchia” direttiva del 1976 sulle acque di balneazione, avrà lo scopo di preservare, proteggere e migliorare la qualità dell’ambiente e tutelare la salute umana. Ne derivano una serie di obblighi per gli Stati membri in tal senso. Uno degli elementi della nuova direttiva sarà la creazione di loghi che informire i bagnanti riguardo alla qualità delle acque di balneazione delle spiagge. Infatti, lo scorso 27 maggio, la Commissione ha adottato una decisione che istituisce un simbolo volto ad informare i cittadini silla classificazione delle acque di balneazione e sugli eventuali divieti.

Questo il commento di Jacqueline McGlade, direttore esecutivo dell’Agenzia europea dell’ambiente: “Poter nuotare in acque pulite è molto importante per gli europei, che grazie a queste informazioni potranno esigere la qualità più elevata per le acque di laghi, fiumi e mari. La partecipazione pubblica è essenziale per monitorare costantemente le acque di balneazione europee, soprattutto perché gli effetti dei cambiamenti climatici sono sempre più evidenti“.

Janez Potočnik, commissario responsabile per l’Ambiente, invece ha dichiarato: “Sono lieto di constatare che la qualità delle acque di balneazione in Europa continua ad essere elevata, anche se si può ancora migliorare. L’acqua pulita è una risorsa di valore inestimabile che non dobbiamo dare per scontata. Esorto gli Stati membri a fare in modo che il lieve calo dell’ultimo anno si tramuti in tendenza positiva“.

Francesca Mancuso

Scarica il pdf con tutti i dati e le classifiche del rapporto (in inglese)

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Giornalista pubblicista specializzata in Editoria, Comunicazione Multimediale e Giornalismo. Nel 2011 ha vinto il Premio Caro Direttore e nel 2013 ha vinto il premio Giornalisti nell’Erba grazie all’intervista a Luca Parmitano.
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