Acque di balneazione 2014: promosso il 95% dei siti Ue. Italia ottava

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Le acque di balneazione europee sono più pulite. Nel 2013, oltre il 95% delle zone balneari ha raggiunto i requisiti minimi. Meglio le aree costiere rispetto a quelle lacustri e fluviali. È quanto emerge dal nuovo rapporto dell’EEA, l’Agenzia europea dell’ambiente che ha valutato oltre 22mila zone di balneazione.

Nel 2013, dunque, la qualità del 94,7 % di tutte le acque di balneazione dell’Ue ha avuto almeno la sufficienza fissata dalla direttiva. Anche se di poco (0,5%) è lievemente migliorata rispetto ai dati del 2012. Ma le acque con eccellente qualità, conformi ai valori guida più severi sono aumentate del 3,6% rispetto al 2012, raggiungendo l’82,6 % rispetto al 79 dell’anno precedente.

Capovolgendo la classifica, la quota di acque di scarsa qualità o non conformi nel 2013 è stata del 2,0%, con un aumento di 0,2 punti percentuali rispetto al 2012. Nel 2013, 36 zone sono state chiuse, meno rispetto al 2012 quando erano 40 e al 2011, quando furono considerati fuori legge 207 siti.

Nelle spiagge costiere la qualità dell’acqua è risultata leggermente migliore, con una percentuale dell’85% di siti classificati eccellenti. Tutte le spiagge costiere in Slovenia e a Cipro sono state classificate eccellenti.

I migliori. Cipro e Lussemburgo hanno di che vantarsi. Tutte le zone di balneazione qui sono state valutate “eccellenti“, seguite da Malta (eccellente al 99%), Croazia (95%) e Grecia (93%). L’Italia si è piazzata all’ottavo posto con una percentuale tra l’80 e il 90%.

I peggiori. All’altra estremità della scala, gli Stati membri dell’Unione europea con la più alta percentuale di siti qualificati “scadenti” sono: Estonia (6%), Paesi Bassi (5%), Belgio (4%), Francia (3%), Spagna (3%) e Irlanda (3%).

L’EEA ha anche realizzato una mappa interattiva dove è possibile vedere per ciascun paese quante e quali sono le aree migliori. La tabella che segue mostra invece i vari paesi analizzati con le percentuali relative al 2013:

grafico acque 2014 ue

Differenze. Se nelle spiagge costiere la qualità dell’acqua è risultata leggermente migliore, con una percentuale dell’85% di siti classificati eccellenti, non si può dire lo stesso delle acque di balneazione interne.

Che la qualità delle acque di balneazione europee continui ad essere elevata è una buona notizia, ma non possiamo permetterci di riposare sugli allori con una risorsa preziosa come l’acqua. Dobbiamo continuare a garantire che le acque di balneazione così come l’acqua potabile e quindi anche i nostri ecosistemi acquatici siano totalmente protetti,ha detto Janez Potočnik, Commissario per l’Ambiente.

Secondo Hans Bruyninckx, direttore esecutivo dell’AEA, le acque di balneazione in Europa sono migliorate negli ultimi vent’anni ma il problema principale rimangono i picchi di inquinamento di breve durata generati da piogge violente e inondazioni “che possono provocare tracimazioni dei sistemi fognari e conseguente riversamento di batteri fecali provenienti dai terreni agricoli nei fiumi e mari”.

Per leggere il rapporto completo, clicca qui

Francesca Mancuso

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Giornalista pubblicista specializzata in Editoria, Comunicazione Multimediale e Giornalismo. Nel 2011 ha vinto il Premio Caro Direttore e nel 2013 ha vinto il premio Giornalisti nell’Erba grazie all’intervista a Luca Parmitano.
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