Se l’acqua contaminata di Fukushima sarà rilasciata nel Pacifico potrebbe danneggiare il nostro DNA

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L’acqua di Fukushima è pericolosa e rischia di fare danni per millenni, modificando anche il nostro DNA. Uno studio di Greenpeace Germania lancia l’allarme, soprattutto vista l’intenzione del Giappone di sversare acqua radioattiva nel Pacifico.

Fukushima e poi: ancora problemi e danni enormi si affacciano all’orizzonte. L’acqua utilizzata per raffreddare gli impianti danneggiati nella catastrofe nucleare del 2011 è contaminata da radiazioni e rischia di danneggiare il nostro stesso DNA, con ripercussioni per generazioni e generazioni.

Stando a quanto dichiarato da Greenpeace, più di un milione di tonnellate di acqua radioattiva è ancora presente nelle cisterne della centrale di Fukushima, teatro dell’immane disastro, provocato da un terremoto di magnitudo 9 che a sua volta innescò un tsunami con onde alte fino a 15 metri che travolsero proprio i luoghi a più alta emissione radioattiva.

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©USGS via BBC

“Il governo giapponese ha deciso che scaricherà il acqua contaminata nell’Oceano Pacifico, rilasciando stronzio-90, carbonio-14 e altri radionuclidi pericolosi – si legge sul rapporto di Greenpeace Germania – È una mossa che avrà gravi conseguenze a lungo termine per le comunità e l’ambiente, localmente ma anche a più lungo raggio”.

Attualmente, gli scarichi sarebbero pianificati per iniziare tra la fine del 2022 o l’inizio del 2023 per continuare fino alla metà degli anni ’50, anche se nessuna conferma ufficiale è ancora arrivata. E mentre il governo giapponese e la Tokyo Electric Power Company sostengono che sia tutto sotto controllo e che non ci siano rischi, gli studi scientifici sembrano dimostrare l’esatto contrario.

L’analisi condotta dagli esperti sull’acqua usata per raffreddare gli impianti danneggiati dimostrerebbe infatti la presenza significativa di carbonio-14, l’isotopo radioattivo usato per datare i fossili e che avrebbe il potenziale di danneggiare il DNA umano.

Secondo le accuse il governo giapponese avrebbe nascosto il dato, sostenendo che tale acqua contenga solo trizio, un isotopo innocuo dell’idrogeno. Avrebbe infatti bisogno di fare questi sversamenti sia perché questi appaiono la soluzione più economica, sia perché queste operazioni lascerebbero l’impressione di come le istituzioni stiano risolvendo velocemente il problema.

L’annuncio ufficiale sugli sversamenti potrebbe arrivare a fine ottobre. Ma le proteste continuano.

Fonti di riferimento: Greenpeace Germania / BBC

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Roberta De Carolis ha una laurea e un dottorato in Chimica, e ha conseguito un Master in comunicazione scientifica. Giornalista pubblicista, scrive per GreenMe dal 2010.
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