Tornado giglio concordia

Costa Concordia. Dice il Ministro Clini che stando alle direttive europee, il relitto della nave da crociera è un "rifiuto" e come tale deve essere portato nel sito più vicino, Piombino, dove può essere bonificato e smaltito. Ma il provvedimento deciso venerdì dal governo, che affidava alla Protezione civile anche i lavori per l’abbassamento dei fondali del porto, è stato fermato da una legge recente secondo la quale la Protezione civile può avere pieni poteri ma solo in una situazione di emergenza, nella quale non rientra la Concordia.

La soluzione di portare il relitto a Piombino rientrava tra i timori avanzati qualche giorno fa da Greenpeace, Marevivo e WWF, secondo vui nonostante sia in discussione il progetto di adeguamento e nonostante il fatto che esiste già un progetto di aumento dei fondali sino a 15 metri, è pur vero che i fondali limitrofi al porto hanno una quota più alta e che già è stato bocciato un progetto per la realizzazione di un canale di accesso. Il problema è dunque legato in primo luogo all'accesso al porto.

In questo modo non si sa né quando né se partiranno i lavori per l’abbassamento dei fondali di Piombino, anche in vista del fatto che in autunno la Concordia potrà essere rimossa dalle acque delle Isola del Giglio. E dove andrà? Palermo, la Turchia e Civitavecchia? Clini a tal proposito non ha dubbi. Secondo il Ministero dell'Ambiente il relitto è un “rifiuto” che secondo le direttive europee e le convenzioni internazionali non può essere “portato a spasso” nel Mediterraneo, ma deve essere recapitato nel sito più vicino per essere bonificato e “smaltito”. Da qui l’indicazione del Porto di Piombino, che "peraltro sarà idoneo al ricovero e smantellamento del relitto con l’attuazione agli interventi previsti dal piano regolatore portuale già approvato e con l’impiego delle risorse finanziarie già disponibili". Al momento dunque regna il caso sulle sorti della Concordia.

Secondo le associazioni, non è chiaro inoltree chi e come dovrebbe procedere allo smaltimento materiale del relitto della Concordia, non essendo presente a Piombino una piattaforma tecnica e tecnologica in grado di farlo. Spiega infatti Greenpeace che l'utilizzo degli impianti industriali esistenti, a iniziare dalle acciaierie Lucchini, non sembrano allo stato attuale conformi alle esigenze di smantellamento della Concordia. Uno dei rischi più temuti è che la nave potrebbe rimanere a lungo nel porto.

Perché proprio Piombino? Tale scelta, com'è ovvio, sarebbe soprattutto economica. La Toscana, per un fatto di vicinanza sarebbe più vantaggiosa, ma quello economico non può essere solo l'unico criterio di scelta. Le Associazioni ricordano inoltre che l'ipotesi di sversare in mare i fanghi escavati nel dragaggio delle aree antistanti il porto di Piombino sono già state al centro di una grossa polemica, al punto da essere state scartate per i rischi all’ecosistema marino, alle attività economiche che da esso dipendono come la pesca e il turismo, nel litorale toscano, nelle isole dell’Arcipelago Toscano, e in generale nel Santuario dei Cetacei.

Tornado giglio2

Ma la tempesta che si abbatte sulla Concordia non è solo metaforica. In attesa dell'individuazione preliminare del porto dove ricoverare e smantellare il relitto prima delle conclusioni delle operazioni al Giglio, il maltempo impeversa sulle isole della Toscana.

Ieri una tromba d'aria si è abbattuta al largo dell'Isola del Giglio, a poca distanza dalla Costa Concordia. La violento tromba marina ha fatto temere il peggio agli addetti alla rimozione ma si è poi allontanata senza creare ulteriori danni.

Francesca Mancuso

Immagini: Meteoweb

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