ecotelegramma politica

Le elezioni politiche 2013 sono alle porte. Nonostante la situazione in cui l'Italia versa per inquinamento, rifiuti, problemi legati al dissesto idrogeologico e consumo di suolo – senza contare il caso Ilva, che sembra ormai essere stato dimenticato – la parola "ambiente" si aggiudica l'infelice primato di grande assente della campagna elettorale.

Abbiamo sentito pronunciare la parola "ambiente" in pochi casi eccezionali, superata e sconfitta dal classico tam tam pre-elettorale su di una futura improbabile riduzione delle tasse e della pressione fiscale. Di una simile situazione paradossale hanno deciso di farsi portavoce diverse associazioni e realtà che in Italia si occupano di energie rinnovabili e sostenibilità, consumo di suolo, produzione e consumo di cibo di qualità, turismo responsabile, legalità e lotta agli sprechi.

Nella mattinata di oggi, venerdì 15 febbraio, tali organizzazioni volenterose si sono riunite con l'intento comune di inviare ai politici un "eco-telegramma" che possa finalmente spingerli a rivolgere la loro attenzione verso le questioni ambientali che coinvolgono il nostro Paese e che necessitano di essere risolte, supportate e considerate tra i punti principali di un futuro programma di azione politica per il prossimo Governo.

L'ambiente non può essere ignorato da parte dei politici in un Paese come l'Italia, che del proprio incantevole territorio ha potuto farsi fregio nel corso dei secoli. Ora la bellezza e la salubrità dei nostri paesaggi appaiono relegate in un angolo, in nome di questioni economiche considerate primarie, quando probabilmente la risposta alla crisi economica attuale e la risoluzione della stessa consiste proprio in una maggiore attenzione all'ambiente, all'ecologia ed alla sostenibilità, con l'ampliamento di settori – energie rinnovabili in primis – che sarebbero in grado non soltanto di migliorare la qualità ambientale del nostro Paese, ma anche di creare nuovi posti di lavoro e di risollevare in queso modo la situazione occupazionale italiana.

L' eco-telegramma rivolto alla politica da parte di organizzazioni, aziende e associazioni (tra le quali troviamo Legambiente, Greenpeace Italia, Alce Nero, CAI, FAI, Last Minute Market e Slow Food Italia) recita le seguenti parole:

Ai candidati premier, ai leader di partito

Crisi ambientale si aggrava assieme a quella economica - stop - Politica si occupa solo di alleanze - stop - Prossima settimana di campagna elettorale è ultima occasione per dire quello che farete per ambiente e green economy - stop - Ed ecco su quali priorità - stop

Firmato

Le associazioni per il consumo responsabile (Last Minute Market e Slow Food)
Le associazioni ambientaliste (Club Alpino Italiano, FAI, Federazione Pro Natura, Greenpeace, Legambiente, Touring Club Italiano, WWF Italia)
Le associazioni contro le mafie (Gruppo Abele e Libera)
Associazioni e imprenditori per la green economy (Aper, Alce Nero, Eataly)

ecotelegramma alla politica

Le richieste delle associazioni firmatarie del telegramma si articolano in sette punti, che i politici dovrebbero impegnarsi a prendere in considerazione nel corso dell'ultima settimana di svolgimento della campagna elettorale in vista delle Elezioni Politiche 2013. I sette punti che non dovrebbero essere ignorati sono i seguenti e su ognuno di essi i politici sono invitati ad esprimere chiaramente i propri impegni.

1) Garantire la legalità e la giustizia, la trasparenza e l'equità nelle filiere agricole ed alimentari, ambientali ed energetiche, aumentando efficienza ed efficacia dei controlli con un'adeguata tutela penale dell'ambiente.

2) Fissare l'obiettivo del 100% rinnovabili, procedendo alla chiusura progressiva delle centrali alimentate con combustibili fossili, rinunciare al piano di sviluppo delle trivellazioni petrolifere in mare e definire una roadmap per la decarbonizzazione che sostenga la green economy.

3) Spostare i fondi stanziati per strade e autostrade verso il trasporto sostenibile (ferrovia, nave, bici, mezzi elettrici e a basso impatto ambientale, car sharing) e il trasporto pendolare nelle aree urbane, definendo un piano nazionale della mobilità che superi il programma delle infrastrutture strategiche.

4) Rendere compatibili le scelte economiche e di gestione del territorio con la conservazione della biodiversità naturale attribuendo un ruolo centrale ai parchi e varare un piano della qualità per il settore turistico per valorizzare i beni culturali e ambientali.

5) Approvare un pacchetto di interventi per favorire l'occupazione – soprattutto giovanile - in agricoltura, sostenere le colture biologiche, biodinamiche e a basso impatto ambientale e promuovere modelli di consumo alimentare sostenibili.

6) Approvare una legge che fermi il consumo di suolo e aumentare i vantaggi fiscali che derivano dalla scelta a favore del recupero e della ristrutturazione, dell'architettura bioclimatica e dell'urbanistica mirata all'abbattimento dell'inquinamento e alla riqualificazione energetica e ambientale del patrimonio edilizio.

7) Incentivare non solo la raccolta differenziata, il riuso, il riciclo e il recupero dei materiali ma anche la lotta agli sprechi in ottica preventiva, diminuendo il sostegno agli inceneritori e alle discariche.

Hanno apposto la propria firma all'ecotelegramma 13 nomi importanti dell'associazionismo e della green economy: Don Luigi Ciotti, presidente Gruppo Abele e Libera; Lucio Cavazzoni, presidente Alce Nero; Agostino Re Rebaudengo, presidente APER; Umberto Martini, presidente CAI; Oscar Farinetti, presidente Eataly; Giulia Maria Mozzoni Crespi, presidente onorario FAI; Mauro Furlani, presidente Federazione Pro Natura; Ivan Novelli, presidente Greenpeace Italia; Andrea Segrè, presidente Last Minute Market; Vittorio Cogliati Dezza, presidente Legambiente; Roberto Burdese, presidente Slow Food Italia; Franco Iseppi, presidente Touring Club Italiano; Dante Caserta, presidente WWF Italia.

Chiediamo tutti insieme ai politici "Dite qualcosa di ambientalista!", tramite Twitter, utilizzando l'hashtag #ecotelegramma e diffondendo l'appello delle associazioni alla politica, affinché il prossimo Governo non tralasci di inserire la questione ambientale tra le proprie priorità.

Marta Albè

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