Berlusconi

Silvio Berlusconi, paladino dell'ambiente. Dopo aver scaldato i cuori rossoneri con l'acquisto di Mario Balotelli, genio e sregolatezza ex sponda nerazzura, il Silvio nazionale tenta di far breccia anche su quelli verdi con una campagna elettorale che non sa più che colore prendere. L'ex premier, lo stesso che ha firmato il decreto a favore del nucleare, ddl abolito col referendum, punta sulla green economy e sulle energie pulite.

E con queste parole, in occasione di una conferenza stampa svoltasi oggi nella sede del Pdl, ha fatto sapere: "Da parte nostra c'è sempre stata attenzione all'ambiente. Nel nostro programma completo abbiamo al punto 14 un capitolo che parla dell'ambiente, della green economy e della qualità della vita. Credo che la green economy debba essere sostenuta".

Impossibile dargli torto, almeno sulla carta. Ma tra la teoria di un programma politico e la pratica la distanza è siderale. Già durante le precedenti legislature, il Governo Berlusconi non ha di certo brillato per attenzione all'ambiente. Ma nonostante le sue recentissime dichiarazioni, Berlusconi non ha messo sul podio l'ambiente né tantomeno la green economy ma altri tre punti, chiaramente sottolineati nel seguente video: l'eliminazione dell'Imu, una norma di emergenza per agevolare le assunzioni dei giovani nelle aziende e la riduzione della pressione fiscale.

Come? Non è dato sapere quale sarà la strategia che la nuova Presidenza del Consiglio targata Berlusconi intende seguire per giungere a tali ambiti traguardi. E di certo, l'oro, l'argento e il bronzo di questo podio non vanno all'ambiente.

Dall'altra parte, è verissimo che nel programma del Pdl ai punti 13 e 14 è presente una lista di buoni propositi sui settori dell'energia e della green economy. Eccoli riassunti: un piano energetico nazionale che tenga conto dello sviluppo delle fonti rinnovabili, dello stato della rete, degli impianti previsti, diminuzione delle tasse che incidono sul costo dell’energia, sviluppo del sistema di incentivi per le energie rinnovabili, ma anche un nuovo piano per il riassetto idrogeologico del Paese, diversi interventi nel settore dei rifiuti per incentivare la raccolta differenziata e la riduzione della produzione e per la Green economy puntare su quattro settori strategici ossia eco-innovazione, fonti rinnovabili, riciclo dei rifiuti e mobilità sostenibile.

Tutte ottime idee, se solo si tramutassero in realtà. Intanto però l'appello lanciato da GreenPeace non ha ricevuto risposta...

Francesca Mancuso

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