notav avigliana

È ancora guerra sul fronte italo-francese contro il nucleare. La scorsa notte un gruppo di attivisti piemontesi dei No Tav hanno tentato di bloccare il treno carico di scorie radioattive diretto in Francia, verso l'impianto di riprocessamento di La Hague. Dopo ore di blocco, il convoglio è riuscito comunque a passare e a superare la stazione di Avigliana.

Dopo essere venuti a conoscenza che alla stazione di Vercelli veniva caricato il treno per il trasporto nucleare, gli attivisti hanno organizzato un presidio alla stazione di Avigliana ieri 14 gennaio, attorno alle 20.

"A quanto pare i sindaci dei paesi e delle città coinvolte dal passaggio delle scorie continuano ad essere radioattivi a loro insaputa. e dire che dall'occupazione 'simbolica' dei binari nella notte no nuke 8-9 maggio 2011 ci sarebbe stato tutto il tempo per attivarsi e informare la popolazione che, da Saluggia al confine francese, è coinvolta ed esposta ad altissimi rischi, senza essere informata" si legge sulla pagina Facebook dei No Tav. Il gruppo si riferisce all'ultimo viaggio effettuato nel maggio 2011. Lo stop al viavai di combustibile nucleare esausto italiano sul suolo francese è stato provocato proprio dalle proteste in Va di Susa contro la Tav. Ciononostante, i viaggi 'nucleari' sono ripresi nel luglio 2012.

Anche gli antinucleari francesi sono già scesi in campo opponendosi al viaggio radioattivo. Réseau Sortir du Nucléaire ha lanciato un nuovo allarme: "Lunedi 14 gennaio alle ore 23:43, un convoglio di scorie altamente radioattive ha lasciato l'Italia per unirsi alla Areva di La Hague Giovedi, 17 gennaio in mattinata. Gran parte della Francia sarà attraversata in treno”.

Tutto sotto silenzio. Questo trasporto pericoloso è rimasto nell'ombra fino alla fine, secondo le associazioni, nonostante la petizione con la richiesta di annullare il convoglio, respinta lo scorso 11 gennaio. Spiega Sortir du Nucléaire che secondo i magistrati, la pubblicazione di informazioni sul convoglio avrebbe generato un "disturbo dell'ordine pubblico".

treno nucleare

Il convoglio è formato da due carri carichi di combustibile esaurito italiano, che dovrà essere trattato a La Hague sulla base di un accordo del 2006 tra Areva e la società italiana Sogni (Società di gestione degli impianti nucleari).

Un trasporto definito “assurdo e pericoloso” non solo perché l'impianto di trattamento di La Hague non diminuisce la radioattività dei rifiuti, ma anche perché al contrario aumenta il loro volume. “Questa attività è anche altamente inquinante e contamina l'acqua e l'ambiente” denuncia Sortir du Nucléaire. “Inoltre, il trasporto dei rifiuti è estremamente rischioso: il combustibile esaurito trasportato è altamente radioattivo, le conseguenze di un incidente possono essere molto gravi”.

Francesca Mancuso

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