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Ilva di Taranto. Una tromba d'aria si è abbattuta questa mattina sullo stabilimento, provocando diversi crolli. A peggiorare la situazione già critica dell'area tarantina hanno contribuito anche le condizioni meteo.

Secondo quanto riferito dalla stessa azienda, sono crollati un capannone all'imbarco prodotti e la torre faro, ed è crollato il Camino delle batterie uno e tre. Mimmo Panarelli, responsabile territoriale dei metalmeccanici della Fim Cisl, ha rivelato all'Adnkronos che ci sarebbero diversi feriti e un lavoratore risulterebbe al momento disperso. Decine di autoambulanze sono all'opera per fornire cure e assistenza ai feriti. Si teme che sostanze inquinanti possano propagarsi a causa degli incendi.

Secondo quanto riferito dai vigili del fuoco accorso sul posto, l’uomo era al lavoro nella cabina di una gru che è finita in mare a causa della tromba d’aria. I sommozzatori tenteranno di trovare l'operaio. A causa della tempesta, inoltre, sarebbero caduti diversi quintali di cemento provocando alcuni feriti. Non solo acqua e vento, anche un fulmine ha colpito una delle ciminiere dell’Ilva i cui pezzi si sono riversati su due tralicci dell’alta tensione, e un pullman è stato sollevato più volte dalla furia del vento. La già compromessa situazione dell'Ilva e dei suoi operai oggi vede una nuova pagina di cronaca.

Ieri a Roma, il premier Monti ha presentato la bozza di decreto salva Ilva al Presidente della Repubblica napolitano. Solo due articoli, che consentono il riavvio della produzione nello stabilimento tarantino, rendendo di fatto nulla l'ordinanza che prevedeva il sequestro degli impianti e del prodotto dell’Ilva.

Secondo il primo articolo, l'Aia, ossia l'Autorizzazione Integrata Ambientale rilasciata lo scorso 26 ottobre 2012 all'Ilva ha validità, ragion per cui "è in ogni caso autorizzata la prosecuzione dell’attività nel stabilimento della società Ilva di Taranto, per tutta la durata stabilita al periodo precedente, salvo che sia riscontrata l’inosservanza anche ad una sola della prescrizioni impartite nel provvedimento stesso". Il secondo invece fa riferimento direttamente alla responsabilità della conduzione degli impianti sul controllo delle emissioni, che è imputabile esclusivamente all’impresa.

Intanto per domani, le Segreterie Nazionali di Fim, Fiom, Uilm hanno proclamato 8 ore di sciopero e una manifestazione nazionale a Roma per richiedere al Governo un intervento urgente "in grado di garantire l’attività industriale e gli attuali livelli occupazionali per tutti gli stabilimenti del Gruppo in Italia".

Francesca Mancuso

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