piattaforma norvegese hm

Dopo la terribile marea nel golfo del Messico di due anni fa, si rischia un nuovo disastro ambientale a causa dell'ennesima piattaforma petrolifera. Questa volta il pericolo è nel Mar di Norvegia, dove un impianto della Statoil, ha iniziato ad inclinarsi a causa di una infiltrazione di acqua (fino ad ora le fonti riferiscono di un'inclinazione di 4 gradi) mettendo in pericolo sia le persone che vi lavorano, sia il mare che li ospita.

In realtà, la piattaforma Floatel Superior è adibita all'alloggiamento dei dipendenti che lavora nel campo di estrazione petrolifera di Njord e nelle ore che hanno seguito il primo allarme, tutto il personale non indispensabile per le operazioni di estrazione è stato evacuato dai servizi di soccorso norvegesi.

"Prevediamo l'evacuazione del personale non essenziale e crediamo di dover procedere con gli elicotteri", aveva subito dichiarato Anders Skauby, un portavoce del gruppo, alla France Presse.

E secondo quanto dichiarato poche ore dopo da Einar Knudsen, portavoce del Centro di salvataggio di Sola, "sulla piattaforma c'erano 374 dipendenti, la maggior parte dei quali sono stati portati nella città costiera di Kristiansund. Sono state evacuate in tutto circa 330 persone".

Al momento non dovrebbero esserci particolari pericoli per le persone che sono rimaste sul posto, perché la struttura è stata ristabilizzata dopo circa un'ora con l'inondazione di alcune aree della piattaforma e di alcuni particolari sostegni.

Intanto però resta il pericolo di una fuoriuscita di petrolio in mare e si riapre ancora una volta l'annosa questione sulla diffusione delle piattaforme petrolifere, sui rischi e i pericoli provocati dalle compagnie petrolifere, sui danni dettati dallo sfruttamento delle risorse e naturalmente sull'opportunità di sostituire il greggio con forme di energia pulita, rinnovabile e senza rischi!

Anche perché l'incidente è stato classificato come "molto grave". La piattaforma petrolifera norvegese Statoil è stata costruita nel 2007 dalla fusione di Statoil con Norsk Hydro, spiega lo Spiegel. Il Governo norvegese detiene il 67 per cento delle azioni.

Verdiana Amorosi

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