tepco fukushima

Si conclude oggi ufficialmente il periodo trascorso da parte del Giappone senza ricorrere all'energia nucleare. È stato infatti ufficialmente riattivato il reattore dell'impianto nucleare di Ohi, di proprietà della Kansai Electric Power. A seguito del disastro di Fukushima, la chiusura del reattore 3 era stata eseguita per motivi di sicurezza. Per quanto riguarda l'intera vicenda, i rapporti ufficiali dell'incidente nucleare riferiscono come esso sia stato il risultato di un errore umano.

L'ultimo reattore nucleare ancora attivo in Giappone dopo Fukushima era stato spento lo scorso maggio. Il Giappone era così rimasto senza energia nucleare per la prima volta dal 1970. La speranza di un completo abbandono da parte del Paese del Sol Levante dell'energia atomica a partire da oggi dovrà essere, almeno per il momento, accantonata. Nel timore di terremoti o tsunami, dal marzo 2011 erano stati spenti per controlli o per ragioni di sicurezza bel 50 reattori nucleari in tutta la nazione. L'intento era di effettuare le opportune verifiche al fine di appurare se essi fossero in grado di resistere ad eventuali incidenti, simili a quello che ha devastato gli impianti di Fukushima-Daiichi.

Secondo il rapporto investigativo condotto da parte di una commissione indipendente, il disastro di Fukushima non sarebbe stato che frutto dell'errore umano. Tra il Governo giapponese, i supervisori ed il gestore dell'impianto, la ben nota Tokyo Electric Power (Tepco), non avrebbe avuto luogo la coordinazione necessaria a garantire il diritto alla sicurezza della popolazione rispetto agli incidenti nucleari.

Il rapporto investigativo ufficiale accusa i responsabili di non aver garantito alla nazione le condizioni di sicurezza necessarie in simili situazioni di emergenza. Di fatto il disastro sarebbe stato causato dall'azione dell'uomo. Esso doveva e poteva essere previsto e sottoposto ad azioni in grado di mitigarne le conseguenze, secondo quanto affermato dalla commissione incaricata nel maggio 2011 di prendere in esame le responsabilità per quanto accaduto. Sebbene l'incidente sia stato inizialmente scatenato da eventi cataclismatici, le sue conseguenze avrebbero dovuto essere gestite in maniera differente da parte del Governo e dei responsabili per la sicurezza nazionale.

La peggiore emergenza nucleare successiva a Cernobyl sarebbe dunque stata provocata prevalentemente dall'uomo. Il rapporto stilato dalla commissione investigativa dovrà essere sottoposto al vaglio del Parlamento giapponese. Il Governo, le autorità e la Tokyo Electric Power si sarebbero tirate indietro e non avrebbero trovato gli accordi necessari per agire in maniera responsabile e sinergica al fine di proteggere il popolo giapponese. Si tratta di una colpa estremamente grave dovuta ad una mancanza di governance tra le parti. Quale, tra di esse, sconterà il pesante fardello?

Marta Albè

Fonte foto: EuroNews.com

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