poligono di quirra

Nel Decreto Sviluppo è stato inserito "a sorpresa" un provvedimento che consentirebbe al Ministero della Difesa di risparmiare sulle bonifiche dei siti militari inquinati. Una sorta di "condono", un colpo di mano silenzioso che andrebbe a modificare l'impegno assunto dalla Commissione parlamentare d'inchiesta sulle basi militari che aveva quantificato in 100 milioni di euro la valutazione dei costi delle bonifiche delle areee.

Nella versione definitiva del pacchetto, infatti, sarebbe spuntato un comma che sancirebbe la possibilità di bonifiche parziali nelle aree delle basi e dei poligoni militari. Si tratta di una modifica al decreto 152/2006, il cosiddetto Codice Ambientale, che darebbe al Governo il potere di indicare i livelli accettabili di concentrazione di sostanza nocive nelle aree militari.

In particolare, tra i casi particolarmenta a rischio, c'è quello del poligono di Quirra, in Sardegna, per il quale si è appena aperto un processo presso il Tribunale di Lanusei per le gravi situazioni di pericolo per le popolazioni locali, i lavoratori militari e civili. Perché in queste aree è ormai appurato il rilascio di sostanze chimiche altamente tossiche e nocive per la salute. Tra cui anche sostanze radioattive, come ha evidenziato l'ultima inchiesta sulle morti dei bambini in Sicilia vicino la base di Sigonella.

"Per avviare il necessario processo di bonifica ambientale per tutte le aree militari contaminate in Italia – commenta Vittorio Cogliati Dezza, presidente di Legambiente in merito all'inserimento di una norma inserita nella versione del decreto Sviluppo pubblicata in Gazzetta Ufficiale – serve un adeguato piano di finanziamenti e non un escamotage che per limitare costi e tempi rinuncia al corretto risanamento del territorio".

Per la Sardegna e per il Poligono di Quirra in particolare - aggiunge il presidente di Legambiente Sardegna Vincenzo Tiana - si tratta di una norma offensiva perché attraverso questo 'trucco' si elude l'impegno assunto dalla commissione parlamentare d'inchiesta sulle basi militari."A questo quadro negativo - conclude Vincenzo Tiana – si aggiunge il timore per le misure ipotizzate dal provvedimento di revisione di spesa pubblica che prevedono un forte ridimensionamento delle risorse per il risanamento sull'uranio impoverito".

"Scongiurare un 'condono' sulla bonifica delle aree militari inquinate". È anche la richiesta che il WWF Italia - parte civile nel processo del Poligono di Quirra - rivolge al Parlamento e in particolare ai deputati che andranno a convertire il Decreto Legge Sviluppo in cui è inserita la norma che comprometterebbe la bonifica dei siti militari inquinati.

Interrogato sulla questione, il Ministro dell'Ambiente Corrado Clini, ieri presente al Rapporto Ecomafie 2012 ha assicurato che ''Non e' uno sconto, ma una cosa che gia' esisteva''. Come riporta l'ANSA, per il ministro ''non c'e' un problema, ma e' stata messa in evidenza una situazione gia' esistente''. Infatti ''guardando ai 57 siti di interesse nazionale non ci sono siti militari''. I siti militari, spiega, ''fino ad adesso non ci sono mai stati'' indicati nelle aree da bonificare. La questione, conclude, e' ''capire come gestire'' la situazione della bonifica dei siti ex aree militari.

Magari capirla il prima possibile visto che è in gioco la salute pubblica.

Simona Falasca

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