30 giugno secondo

Il 30 giugno, l'ultimo minuto della giornata durerà 61 secondi. Non è uno scherzo, ma lo ha deciso l'International Earth Rotation and Reference Systems Service (Iers) di Parigi. L'ente, che studia la rotazione terrestre e i sistemi internazionali di riferimento, ha stabilito l'aggiunta del cosiddetto secondo intercalare. Ma di che si tratta?

Noto anche come leap second, tale secondo consentirà agli orologi atomici di sincronizzarsi con l'UTC. Secondo quanto ha spiegato l'Istituto Nazionale di Ricerca Metrologica (Inrim), tale correzione ha lo scopo di compensare lo scarto che si crea tra la scala di tempo rotazionale di origine astronomica e la scala di tempo universale coordinato, che si basa sul secondo TAI.

Cosa accadra? Dopo il 30 giugno, quindi dal 1° luglio prossimo tutte le scale di tempo UTC risulteranno in ritardo di 35 secondi rispetto alla scala di Tempo Atomico Internazionale (TAI), su cui è basata la definizione del secondo nel Sistema Internazionale (SI).

Ma non è una novità. Si tratta infatti del 25esimo secondo intercalare aggiunto dal 1972 ad oggi, una soluzione resa necessaria dal rallentamento della rotazione della Terra attorno al proprio asse.

È vero che spesso un secondo può durare una vita ma concretamente tale modifica non comporterà alcuno danno per noi. Impossibile notarlo.

Francesca Mancuso

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