Fonte Foto: UnTogo.org

L'apertura dei lavori in occasione di "Rio+20" viene anticipata dal lancio di un sondaggio destinato ai cittadini di tutto il mondo, affinché essi possano esprimere la propria opinione sulle tematiche che verranno trattate a Rio De Janeiro il prossimo 22 giugno. La conferenza, organizzata dall'ONU, celebrerà il ventennale trascorso dal "Summit della Terra", svoltosi nella stessa località nel 1992.

Si tratterà di un'occasione internazionale per discutere delle sorti del nostro Pianeta, toccando argomenti quali economia, ambiente e sviluppo sostenibile. Si prevede vengano stabiliti nuovi obiettivi per il prossimo futuro relativamente alla tutela del Pianeta, a seguito dell'effettuazione di un bilancio di quanto accaduto in merito nel corso degli ultimi due decenni. L'idea del lancio di un sondaggio mondiale rivolto ai cittadini ha preso le mosse grazie ad un'iniziativa del Governo del Brasile ed ha successivamente ricevuto appoggio da parte delle Nazioni Unite.

Scopo del sondaggio è quello di conoscere e di indagare tra le opinioni di coloro che vi parteciperanno in merito ai temi principali che saranno affrontati nel corso della conferenza di Rio. Sarà possibile partecipare al sondaggio ed esprimere attraverso di esso i propri voti e le proprie idee fino al prossimo 15 giugno. Al fine di rendere l'iniziativa, denominata "Vote Riodialogues: Vote for the future you want", fruibile a livello internazionale, è stato creato un apposito sito in sette lingue dedicato al sondaggio, che può essere visitato all'indirizzo: vote.riodialogues.org.

La speranza è che i leader presenti a Rio non trascurino le opinioni espresse dai popoli attraverso il sondaggio e possano essere in grado di tenerle in stretta considerazione al momento di decidere le nuove basi per uno sviluppo sostenibile a livello internazionale. Anche il nostro Paese è naturalmente toccato dall'evento di Rio, che, accompagnato dalla crisi economica, ha spinto sei tra associazioni e fondazioni ad inviare una lettera in merito indirizzata al Presidente del Consiglio Mario Monti, nel cuore della quale risuona il messaggio di come serva "un sistema economico low carbon, in grado di migliorare il benessere e l'equità sociale, riducendo in modo significativo i rischi ambientali".

Le sei associazioni firmatarie della lettera (Legambiente, Kyoto Club, Greenpeace, Fondazione Symbola, Fondazione Sviluppo Sostenibile e WWF) vedono nella green economy un'importante possibilità di risposta alla crisi per il nostro Paese. Sarebbe dunque necessario, sottolineano le associazioni, dare priorità alla riduzione dei consumi energetici derivanti dalle fonti fossili e dell'importazione di energia dall'estero, rendendo il Paese maggiormente autonomo dal punto di vista dell'energia grazie ad un'incentivazione del ricorso alle rinnovabili.

A parere di Legambiente e delle altre associazioni, in vista di un futuro più sostenibile per l'Italia, tra le soluzioni possibili per un miglioramento delle prospettive del Paese vi sarebbe inoltre il sostegno alla mobilità sostenibile, attraverso un potenziamento dei trasporti cittadini. Interessante, infine, la proposta di spostare il prelievo fiscale dall'impresa e dal lavoro verso il consumo di risorse, tramutando, ad esempio, il bollo auto in una tassa sulle emissioni di CO2, al fine di stimolare l'innovazione e la crescita nel settore automobilistico.

Marta Albè

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