Terremoto-emilia-romagna

Terremoto in Emilia Romagna, non c'è pace. Tra la scorsa notte e questa mattina altre 10 scosse hanno colpito l'area di Mantova, Modena e Reggio. Quella più forte, di magnitudo 4.3, è stata registrata dall'Ingv alle 3.48 con epicentro ad una profondità di 10.8 chilometri. Per fortuna non ci sono state vittime, ma la paura resta.

Sebbene il numero delle scosse sia progressivamente diminuito, lo sciame sismico non accenna a placarsi. Intanto, la Regione ha stanziato oltre 47 milioni di euro per la ricostruzione post terremoto. Dopo l'entrata in vigore del Decreto, lo scorso 8 giugno, la Giunta regionale dell’Emilia-Romagna ha stanziato risorse straordinarie per la ricostruzione e la ripresa nelle zone colpite dal sisma del 20 e del 29 maggio.

A differenza di quanto predisposto dal Governo, la Regione ha attinto dalle proprie risorse, come spiega in una nota. Si tratterebbe infatti "di risorse ottenute senza incrementi della pressione fiscale in sede regionale, ma attraverso risparmi e l’ottimizzazione nelle spese di gestione (10 milioni di euro, di cui 2 provenienti dall’Assemblea legislativa), di oltre 15 provenienti dalla compartecipazione dell’Emilia-Romagna alla lotta all’evasione fiscale e di oltre 20 milioni di euro provenienti dal recupero di economie su opere a compartecipazione pubblica".

Va soprattutto sottolineato come ben 15 milioni siano il frutto della lotta all’evasione fiscale: "Nel complesso abbiamo recuperato oltre 47 milioni di risorse regionali che serviranno ora a sostenere la rinascita del tessuto sociale e economico colpito dal sisma", ha spiegato Simonetta Saliera, vicepresidente e assessore regionale al Bilancio, che ricorda come "l’obiettivo è quello di sostenere le popolazioni nel momento del bisogno e poi di utilizzare investimenti pubblici per la ricostruzione: la nostra priorità, come ha spiegato il presidente Errani, è quella di proseguire nelle azioni immediate di soccorso per superare la fase dell’emergenza per poi intervenire per la realizzazione, il ripristino e la ristrutturazione di scuole, municipi, ospedali, per un ritorno il più rapido possibile alla normalità di vita sia per le persone che per le imprese".

Intanto, la Protezione Civile insieme ai Vigili del Fuoco, alle Regioni, agli Enti locali e alle Università sta procedendo alla valutazione degli edifici. Finora ne sono stati controllati 5.372 edifici. Di questi circa il 38% sono stati dichiarati agibili, il 17% temporaneamente inagibili ma agibili con provvedimenti di pronto intervento, il 6% parzialmente inagibili, il 2% temporaneamente inagibili, ma da rivedere con ulteriori approfondimenti. Purtroppo il 32% è stato classificato come inagibile e il 5% inagibile per rischio esterno.

Francesca Mancuso

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