Terremoto-Emilia

Terremoto in Emilia Romagna. Non si placano le scosse nell'area del modenese, dove anche oggi, nella notte sono state decine, tutte di magnitudo inferiore a 3. Ma la paura è tornata a serpeggiare tra gli abitanti della zona, visto che solo due giorni fa, nella serata di domenica, si è verificato un altro violento terremoto di magnitudo 5.1.

Proprio domenica, il vicepresidente della Commissione europea Antonio Tajani e il Commissario alla Politica regionale Johannes Hahn, responsabile per il Fondo di solidarietà dell'Unione europea (FSUE) hanno effettuato un sorvolo dei territori dell’Emilia, colpiti dal sisma, insieme al Capo Dipartimento della Protezione Civile Franco Gabrielli e al Presidente della Regione Vasco Errani.

Lo scopo? Osservare da vicino la situazione per comprendere al meglio quali sono e saranno le difficoltà che le comunità locali devono affrontare, al fine dell'accesso al contributo dal Fondo di solidarietà dell’UE, lo strumento comunitario nato nel 2002 per rispondere alle grandi calamità naturali che interessano i territori dei Paesi membri.

Nel corso di una conferenza stampa, poi, è stata ribadita la necessità di impiegare al meglio il contributo a fondo perduto del Fondo di Solidarietà destinato a coprire i costi sostenuti dalle Amministrazioni pubbliche per la gestione dell’emergenza. Sono stati inoltre ricordati altri due strumenti dall’Unione Europea attraverso i quali è possibile destinare alla popolazione colpita il 4% del Fondo per lo sviluppo rurale, o riassegnare alla ricostruzione i fondi derivanti dai programmi operativi regionali.

E di lavoro da fare ce ne sarà molto. Secondo la Regione Emilia Romagna, inoltre, anche il patrimonio degli edifici scolastici è stato gravemente danneggiato dalle continue scosse di terremoto che dallo scorso 20 maggio investono in particolare le province di Modena e Ferrara. Sono almeno 219 le scuole statali lesionate dal sisma, di cui 121 totalmente inagibili e 94 parzialmente. A queste si devono aggiungere 50 scuole paritarie dell’infanzia in cui si sono già accertati danni e altre 52 in cui le verifiche sono ancora in corso. Un bilancio disastroso che pone l'accento sulla gravità della situazione.

Intanto, la terra trema anche dall'altra parte del mondo. A largo delle coste meridionali di Panama, nell'Oceano Pacifico. La scossa di magnitudo 6,6 è avvenuta ieri alle 2.45 ora italiana ad una profondità di 9.7 km mentre l'epicentro è stato localizzato 370 km a sud della città panamense di David.

Francesca Mancuso

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