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Nave incagliata nell'Isola d'Elba - L'Arcipelago Toscano si trova purtroppo ad avere nuovamente sfiorato una situazione di possibile rischio ambientale. Presso la spiaggia di Sant'Andrea, nel comune di Marciana, situato sull'isola d'Elba, si è infatti incagliata nel corso della notte appena trascorsa un'imbarcazione battente bandiera panamese. Evidentemente la vicenda della Costa Concordia ed il provvedimento "anti-inchino" non sono risultati sufficienti a scoraggiare le navi ad avvicinarsi eccessivamente alle coste delle isole toscane.

L'imbarcazione in questione avrebbe inaspettatamente intrapreso una rotta che l'avrebbe portata ad avvicinarsi all'isola fino a scontrarsi con gli scogli circostanti ad essa. Essa aveva come meta l'Algeria, in direzione della quale era partita da Marina di Carrara. La nave, un mercantile che si trovava impegnato nel trasporto di metalli, si sarebbe incagliata intorno alle 5.30 del mattino sulla costa delle "Cote Piane", una scogliera balneare situata a poche decine di metri dal porticciolo e dalla spiaggia di Sant'Andrea, che rappresenta una delle località turistiche più famose dell'Elba.

Da Livorno e da Piombino sarebbero stati inviati dei rimorchiatori e dei mezzi antinquinamento. La nave avrebbe riportato dei danni e sarebbe in condizioni di potenziale pericolo a causa di una falla causata da uno squarcio di 4 metri provocato dallo scontro con gli scogli. La capitaneria di porto di Livorno avrebbe inoltre inviato un elicottero al fine di effettuare le necessarie operazioni di ricognizione per verificare le effettive condizioni in cui la nave si trova.

Secondo quanto trasmesso da parte di Legambiente tramite un comunicato stampa ufficiale, al momento non vi sarebbero segnalazioni riguardanti eventuali sversamenti di sostanze inquinanti in corso. Il disincaglio della nave dovrebbe essere svolto al più presto. Gli operatori della Protezione Civile sono già attivi a terra per fornire ogni aiuto necessario.

"L'area dove è avvenuto l'incidente – ha dichiarato Umberto Mazzantini di Legambiente Arcipelago Toscano - fa parte del Parco Nazionale dell'Arcipelago Toscano ed è di fronte alla Formiche della Zanca, una secca affiorante meta di turismo subacqueo e anch'essa compresa nel Parco Nazionale. Il tutto all'interno del santuario internazionale dei mammiferi marini Pelagos e in un'area dove sono spesso avvistate balenottere molto vicino alla costa. È evidente che in questo caso la legge "anti-inchini", che prevede la navigazione a 2 miglia dalle aree protette, non ha funzionato".

Sebastiano Venneri, Responsabile Mare di Legambiente, ha tenuto a precisare come il nuovo incidente debba essere preso in seria considerazione nella prospettiva di velocizzare la pratica per la realizzazione del VTS, il controllo a distanza del traffico marittimo nell'area interessata dalla presenza del Santuario dei Cetacei. Èinfatti evidente come il nuovo regolamento non basti a scoraggiare le navi dall'avvicinarsi alle coste delle isole dell'arcipelago toscano, un'area particolarmente sensibile e che necessita di essere tutelata a causa dell'intenso traffico navale da cui si trova interessata, che andrebbe dunque controllato con mezzi e strumenti all'avanguardia al fine di evitare spiacevoli incidenti e situazioni di rischio per l'ambiente marino.

È inoltre intervenuto il WWF al fine di ricordare come sia stato nuovamente volato un vero e proprio divieto di navigazione per la tutela dei parchi marini. Il WWF tiene a precisare come il mare non sia “Res nullius”, una terra di nessuno priva di regole e a cui accedere senza porre il necessario riguardo. L’associazione ricorda come precise norme in merito siano presenti in Italia e come esse dovrebbero essere applicate con maggior rigore, anche attraverso un rafforzamento delle attività di controllo da parte delle capitanerie di porto. A proposito dell’odierno incidente WWF tiene a dichiarare che:

“Non solo nel caso dell’incagliamento della nave mercantile all’Elba è stato violato il divieto di navigazione a due miglia dai perimetri esterni dei parchi, stabilito con il decreto ministeriale del 2 marzo di quest’anno, ma si continua a non prendere in considerazione le particolari esigenze di tutela del Santuario internazionale dei cetacei. Un’area che il nostro Paese, con Decreto del Presidente della Repubblica del 17 dicembre 2011, vuole racchiudere in una Zona di protezione ecologica del Mediterraneo Nord Occidentale, del Mar Ligure e del Mar Tirreno. ben oltre il limite esterno del mare territoriale italiano, in acque internazionali”.

Marta Albè

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