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Terremoto in Emilia Romagna. La terra continua a tremare anche oggi e a seminare paura e sconforto tra la popolazione locale. Questa mattina una nuova scossa ha colpito la zona compresa tra le province di Ferrara, Modena e Mantova, che ha spaventato soprattutto i cittadini delle località più vicine all'epicentro, come Finale Emilia, in provincia di Modena, Bondeno, nel distretto di Ferrara, e Felonica, nel mantovano.

Secondo quanto riferito dall'Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia, la scossa maggiore si è registrata questa notte, con una magnitudo che ha toccato i 4.3 gradi della scala Richter, mentre la seconda è avvenuta questa mattina, alle 7.27, con una magnitudo di 3.2; e solo nelle ultime ore le scosse di assestamento sono state più di 30, rendendo particolarmente difficile il lavoro della Protezione Civile, al lavoro da oltre quattro giorni.

Come se non bastasse, nelle prime ore della mattina, un forte temporale ha creato diversi disagi in tutta la zona, specie agli sfollati che si trovano nei campi di Finale Emilia, allestiti all'interno di due parchi e di un campo sportivo.

Ma non è tutto: viste le ripetute scosse delle ultime ore – che hanno messo in allarme anche i cittadini rimasti in un primo momento nelle loro case danneggiate - anche i campi di accoglienza stanno arrivando al limite. Al momento infatti ci sono 6.500 sfollati e la situazione più drammatica è a San Felice, uno dei centri più colpiti dal terremoto, dove le richieste d'aiuto sono raddoppiate a causa delle ripetute scosse che creano "ulteriore fibrillazione e momenti di panico".

"Sembra di vedere i risultati della guerra – ha detto avvilito il ministro dei Beni culturali, Lorenzo Ornaghi, che ha effettuato un sopralluogo nelle zone terremotate promettendo interventi e risorse specifiche per il recupero dei beni culturali danneggiati dal sisma – E' necessario arrivare in tempi brevi – ha aggiunto Ornaghi - a una classificazione precisa dei danni".

E ancora prima di fare liste dettagliate, sono tante le cose da salvare in un territorio notoriamente ricco, ma oggi profondamente ferito: aziende agricole, industrie, attività artigianali, ma anche monumenti-simbolo e una comunità avvilita e impaurita.

I Contributi e gli aiuti

Intanto arrivano i primi contributi (ridotti all'osso): le famiglie che hanno visto crollare la propria casa, o che sono state costrette ad abbandonarla perché ormai inagibile, otterranno fino a un massimo di 600 euro al mese "per l'autonoma sistemazione", ma in realtà il contributo previsto per ogni componente della famiglia è di 100 euro. Salvo rare eccezioni: "Se in casa c'è una persona di età superiore ai 65 anni o diversamente abile si legge nell'ordinanza della Protezione Civile - il contributo aumenta di 200 euro per ognuna di queste persone. Chi viveva solo invece potrà ricevere 200 euro".

A stabilirlo è stata l'ordinanza approvata dal capo della Protezione civile, Franco Gabrielli, pubblicata oggi in Gazzetta Ufficiale, che prevede uno stanziamento di dieci milioni di euro per i primi interventi urgenti nelle province di Bologna, Modena, Ferrara e Mantova.

In queste zone, lo stato di emergenza durerà fino al 21 luglio, poi subentreranno le Regioni Emilia Romagna e Lombardia.

Ma intanto – dopo i 10 milioni di euro stanziati dal governo - i cittadini attendono i 160 milioni di euro risparmiati nel 2012 e nel 2013 con il taglio del finanziamento pubblico ai partiti, previsti per i terremotati da un emendamento alla legge di riforma dei partiti, proposto da Franco Frattini e approvato proprio nelle ultime ore dalla Camera.

Come aiutare

Intanto gli italiani chiedono di poter aiutare i terremotati dell'Emilia.

"Ringraziamo tutti coloro che hanno manifestato la volontà di rendersi utili – ha detto l'assessore regionale alla Protezione civile Paola Gazzolo riferendosi alle numerose offerte di aiuto arrivate da comuni cittadini dall'Emilia-Romagna e da ogni parte dello Stivale - In questo momento occorre far sì che la Protezione civile e i volontari possano lavorare al meglio".

All'emergenza e ai beni di prima necessità, come pasti e alloggi in cui poter dormire, sta provvedendo in questi giorni il sistema regionale e nazionale di Protezione civile, ma ora servono anche aiuti più concreti, che diano ai terremotati la possibilità di ricostruire le case distrutte, dove possibile, o trovare un altro alloggio semidefinitivo per i prossimi mesi.

Per questo, la Protezione Civile si propone come punto di riferimento e comunicazione per tutti coloro che vorranno comunicare, chiedere o dare aiuto, e per trovare una soluzione alle eventuali ulteriori necessità che verranno a crearsi nei prossimi giorni.

I cittadini che vorranno donare il loro contributo potranno aderire alla raccolta di fondi attivata dalla Regione per sostenere il lavoro della Protezione civile: si potrà effettuare un versamento su conto corrente postale, bonifico bancario o versamento diretto; per tutti i dettagli e le coordinate si può visitare questa pagina del sito della Regione, all'indirizzo: http://www.regione.emilia-romagna.it/notizie/primo-piano/Terremoto-un-nuovo-campo-a-San-Felice-sul-Panaro .

Verdiana Amorosi

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