tartarughe greenpeace

Ad oltre due anni dalla marea nera del Golfo del Messico, che ha visto coinvolta la piattaforma petrolifera Deepwater Horizon, gestita dalla compagnia anglo-olandese British Petroleum, Greenpeace ha finalmente ricevuto le fotografie che rappresentano il disastro per l'ecosistema marino generato dagli ingenti sversamenti di petrolio nelle acque dell'Oceano Atlantico. Secondo quanto dichiarato da Greenpeace, l'associazione ambientalista avrebbe richiesto di vrebbe richiesto di ricevere le suddette immagini già nel 2010.

Dopo aver effettuato decine di tentativi di richiesta delle fotografie presso numerose agenzie, esse sono finalmente state recapitate a Greenpeace, che le ha presentate come la testimonianza concreta dei danni causati dal petrolio sulle specie marine. Secondo le stime relative al disastro, oltre 50 mila barili di petrolio al giorno si sono riversati nelle acque oceaniche nel corso dei primi tre mesi dall'incidente.

Le immagini, principalmente incentrate nel mostrare tartarughe ricoperte di petrolio, sono state richieste da parte di Greenpeace nel tentativo di rendere evidente a tutti quali siano le reali responsabilità attribuite a British Petroleum, relativamente al danneggiamento dell'ecosistema acquatico causato dalla marea nera.

Il processo di attribuzione delle colpe del disastro è stato rinviato a gennaio 20132, ma già nel corso del mese di aprile, i primi passi da parte della giustizia sono stati compiuti, attraverso le accuse rivolte all'ex ingegnere di British Petroleum Kurt Mix, ritenuto colpevole di aver distrutto centinaia di messaggi ufficiali riportanti le quantità di petrolio che si stavano riversando in mare a 5000 metri di profondità nei giorni successivi al disastro. Secondo i legali, la possibilità che altri personaggi coinvolti nell'accaduto vengano arrestati è da considerarsi molto elevata.

Nel frattempo il Natural Resource Damage Assessment (NRDA) Trustee Council della Deepwater horizon ha recentemente annunciato di voler contribuire con una somma dell'ammontare di 60 milioni di dollari alle operazioni necessarie a risanare i danni ambientali provocati nel Golfo del Messico. Tra gli animali marini maggiormente colpiti vi sarebbero proprio le tartarughe riportate nelle immagini. Cinque specie di esse si troverebbero infatti ad altissimo rischio di estinzione.

Marta Albè


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