GreenpeaceCivitavecchiaSono arrivati dal mare i 5 attivisti di Greenpeace che all'alba di stamattina hanno occupato anche la centrale a cabone Enel di Torre Valdaliga Nord, vicino Civitavecchia. Non soddisfatta dei risultati raggiunti ieri dal G8 e rinfrancata dalla solidarietà della popolazione a Vado Ligure, Greenpeace continua la protesta portando a cinque le centrali italiane presidiate dagli attivisti nonostante le tensioni di ieri.

"G8: stop this!" ("G8: ferma questo!", ovvero il carbone): ecco lo slogan "sfoderato" stavolta dall'associazione.  Per dipingerlo  sulla superficie del carbonile, i militanti di Greenpeace si sono calati dalla cima con le corde. Non si è fatto attendere l'intervento delle forze dell'ordine che hanno fermato  per identificazione membri dello staff di Greenpeace ma anche  fotografi e video maker che non partecipavano direttamente all'azione e che erano all'esterno della centrale.

Sono stati invece rilasciati tutti gli attivisti e i giornalisti fermati a Porto Tolle ed è trascorsa sostanzialmente calma la notte nelle altre centrali occupate.

A Marghera gli attivisti saliti sulla gru sono scesi per il rischio di fulmini anche se una trentina di persone restano all'interno della centrale, mentre a Vado Ligure un gruppo di cittadini del comitato locale "Uniti per la salute" si è radunato nell'ingresso della centrale e manifestato solidarietà ai ragazzi in azione sulle due ciminiere, nonché nel pomeriggio di ieri alcuni abitanti del quartiere Griffi sono scesi a portare acqua e a complimentarsi. La sera è arrivata altra gente che ha improvvisato un presidio davanti all'ingresso della centrale e contribuito alla cena con pizze e torte fatte in casa.

Mentre la popolazione continua le manifestazioni di apprezzamento per l'azione di Greenpeace, sempre a Vado Ligure stamattina un attivista tedesco ha preso il volo con un "paramotore", sulle cui vele era riprodotta la scritta "G8: LEAD ON CLIMATE" ("G8: prendi la leadership sul clima"): la stessa presente negli striscioni aperti sulla centrale.

Ma Greenpeace si fa sentire anche da oltreoceano: negli Stati Uniti alcuni attivisti hanno appeso un banner sul Monte Rushmore, la storica montagna con le immagini dei Presidenti scolpite nella roccia, con un messaggio indirizzato chiaramente a Barack Obama affinché si faccia sentire e dimostri una vera leadership sui cambiamenti climatici:  "L'America onora i leader, non i politici: ferma il riscaldamento globale".


 

 

 

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