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Vallo di Diano. È atteso per oggi l'incontro tra la Shell, i sindaci del Cilento, l'associazione Imprenditori Vallo di Diano e una delegazione di imprenditori e cittadini, per discutere sulle possibilità offerte dalle trivellazioni nei pressi del Parco Nazionale del Cilento, tra la Campania e la Basilicata.

L'area, lo ricordiamo, si estende per oltre 200 kmq tra le provincie di Salerno e Potenza e di alcuni comuni limitrofi, ed è finita per diventare l'ultimo oggetto del desiderio della compagnia petrolifera Shell, che dal 2005 ha presentato istanza di permesso di ricerca in terraferma nel territorio del Vallo Di Diano. E il Ministero dello Sviluppo Economico, recentemente ha dato il ok all'avvio dei lavori di esplorazione del progetto Monte Cavallo.

E mentre si attende l'esito degli incontri, sulla vicenda è intervenuta anche FederPetroli Italia, facendosi portavoce del pensiero di alcuni imprenditori del territorio campano. Le diverse associazioni imprenditoriali, infatti, hanno chiedono a FederPetroli Italia e al suo Presidente, Michele Marsiglia, "di aiutare la locale compagine imprenditoriale e gli abitanti del suolo campano a comprendere con risposte concrete e non strumentalizzate da volontà politiche, le opportunità che potrebbero presentarsi nella terra del Vallo di Diano e quali danni potrebbe subire il territorio".

Opportunità? Quali? Trivellare ancora il suolo del nostro paese alla ricerca dell'oro nero? Senza contare che siamo nelle vicinanze del Parco Nazionale del Cilento. Intanto, Marsiglia ha fatto sapere di aver già contattato i vertici della Shell Italia. Secondo quanto rivela FederPetroli in una nota. Marsiglia sarebbe "contento del fatto che finalmente, dopo tanti anni, le forze imprenditoriali e gli abitanti di un territorio, prima di esprimersi su orientamenti favorevoli o contrastanti a possibili sviluppi petroliferi per l'Italia, abbiano chiesto pareri e delucidazioni".

Le domande e i dubbi che immediatamente balzano davanti ai nostri occhi sono davvero tanti. In primo luogo, viene da chiedersi perché continuare ad investire ancora nel petrolio quando ormai è evidente che il futuro dell'energia deve assolutamente passare per le fonti rinnovabili. In secondo luogo, si pensa ai danni ambientali che la trivellazione potrebbe causare nell'area. Purtroppo però, non è di questo avviso Marsiglia, che parla del progetto Monte Cavallo in termini di "attività economiche importanti per il futuro petrolifero del nostro Paese".

Il Presidente dell'Associazione Imprenditori del Vallo di Diano, Di Brizzi, ha parlato dell'incontro come "un'occasione importante, a cui certamente ne potrebbero seguire altre, per cominciare a farci spiegare, in contraddittorio tra le parti, quali sono i rischi effettivi a cui il nostro territorio andrebbe incontro qualora si ravvisasse l'effettiva esistenza di giacimenti petroliferi".

"Ritengo – continua Di Brizziche una decisione di tale importanza, e che ricadrà, in un senso o nell'altro, pesantemente sul futuro del Vallo di Diano, non può essere assunta senza aver ascoltato tutte le parti in causa".

Francesca Mancuso

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