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Costa Concordia, anche il Ministero dell'Ambiente si costituirà parte civile nell’inchiesta sul naufragio della nave, schiantatasi nei pressi dell’Isola del Giglio il 13 gennaio scorso, per far valere in giudizio eventuali danni ambientali. A renderlo noto è stato lo stesso Ministero con una nota.

Intanto oggi continuano le ricerche degli altri 7 dispersi, dopo il ritrovamento di 8 cadaveri sul ponte 4 della nave, tra cui anche quello della più piccola tra le vittime, Dayana Arlotti, di 5 anni. Sale così 25 il numero delle vittime accertate.

In queste ore il ponte 3 sarà esaminato in lungo e in largo, perché proprio qui potrebbero trovarsi gli altri corpi secondo le segnalazioni fornite dai testimoni. Oggi si procederà anche all'autopsia delle vittime, presso l'ospedale di Grosseto.

Nei giorni scorsi è stato reso noto il piano di monitoraggio delle acque da parte di Ispra e Arpat, mentre oggi sono ripartire le operazioni di flangiatura e pompaggio sui nove serbatoi di poppa della Concordia. L'obiettivo più imminente è quello di svuotare i serbatoi della poppa della nave entro domenica. Il 19 febbraio scorso inoltre si sono concluse le operazioni di svuotamento dei 6 serbatoi di prua, dentro i quali erano stipati 1.308,6 metri cubi di carburante pari al 67% del carburante, presenti a bordo della Concordia, come conferma in una nota la Protezione Civile.

Il pontone della Smit-Neri, che si è occupato delle operazioni, era rimasto in porto per evitare "qualsiasi interferenza con le delicate operazioni di recupero dei corpi" ma da oggi è tornato operativo e procederà allo svuotamento dei restanti 9 serbatoi che si stima contengano il 17% del totale del carburante. In questo modo, almeno il rischio inquinamento connesso a tali sostanze potrà essere presto archiviato.

Intanto in queste ore il Commissario delegato Franco Gabrielli, insieme al Sindaco dell'Isola del Giglio è a colloquio con la popolazione per ascoltare le richieste dei cittadini e aggiornarli sugli interventi in corso.

Si attende adesso che il governo possa presto predisporre l'annunciato decreto che detterà nuove regole e rotte per le navi le cui rotte attraversano “aree sensibili”, come il santuario dei cetacei e la laguna di Venezia, le aree naturali e le riserve marine.

Francesca Mancuso

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