posidonia_oceanica

La posidonia, uno dei più comuni tipi di piante marine del Mediterraneo ha una memoria molto antica. Un gruppo di esperti portoghesi ha infatti trovato un grande banco appartenente alla specie Posidonia oceanica, tra Formentera e Ibizia, nelle Baleari. Dopo gli esami del DNA queste ultime si sono rivelate molto longeve: circa 200 mila anni.

In realtà, si tratta di una stima che va dagli 80 mila ai 200 mila anni. La ricerca condotta dal team di ricerca guidato da Sophie Arnaud-Haond dell'Università di Algarve, ha dunque riportato alla luce un'antichissima pianta che era sicuramente emersa prima dell'ultima glaciazione, quando il livello del mare era 100 metri più basso rispetto a quello attuale.

Una lunga, lunghissima vita. Ma sappiamo bene che tali specie sono a rischio nel Mediterraneo, dove stanno diminuendo molto velocemente a causa dei cambiamenti climatici e delle reti a strascico. Sopravvissute alle glaciazioni ma distrutte dall'uomo. Da brividi, soprattutto se si riflette sul fatto che tali organismi hanno bisogno di 600 anni per riprodursi fino a coprire una superficie di 80 metri quadri.

Ma la ricerca è riuscita ad evidenziare alcune peculiarità di questa pianta marina. Secondo gli esperti, "la dimensione massima e l'età che gli organismi clonali possono raggiungere sono elementi ancora poco conosciuti, anche se sappiamo che i più grandi cloni naturali posso estendersi per centinaia o migliaia di metri e potenzialmente vivere per secoli. Abbiamo fatto una revisione dei risultati fino ad oggi, ed essi rivelano che le stime dell'età e delle dimensioni massime riportate in letteratura sono in genere limitati dalla scala di campionamento, e spesso si finisce per sottovalutare l'età massima e le dimensioni degli organismi clonali”.

Grazie a tale ricerca, è stato possibile attestare la presenza di cloni marini dalla crescita lenta, come la Posidonia oceanica, su scale spaziali che vanno da pochi metri a centinaia di chilometri, come hanno spiegato gli autori della ricerca su PlosOne, utilizzando microsatelliti su 1544 unità di campionamento da un totale di 40 sedi differenti in tutto il Mar Mediterraneo.

Questa analisi ha rivelato la presenza, con una prevalenza dal 3,5 al 8,9%, di cloni di grandi dimensioni fino a 15 chilomentri. Utilizzando infine le stime provenienti da studi sul campo e da modelli di crescita clonale effettuati in precedenza sulla Posidonia oceanica, è stato stimato che tali cloni di grandi dimensioni potrebbero risalire ad un periodo che si avvicina a “centinaia di migliaia di anni”.

Francesca Mancuso

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