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Nuovo incidente nucleare, stavolta in Russia. Ieri, un incendio è scoppiato presso l'Istituto di Fisica Teorica e Sperimentale di Mosca, come ha confermato Serghei Vlasov, portavoce del Ministero Emergenze.

Il centro di ricerca nucleare ospita un vecchissimo reattore atomico di 60 anni non in opera. Fin da subito le autorità sono state allertate. Un densa coltre di fumo si è alzata sopra l'istituto, circondato da un muro, e secondo alcuni testimoni un odore acre ha riempito l'aria nel giro di qualche minuto. Subito sono intervenuti i veicoli di emergenza, 30 camion dei pompieri ed ambulanze, secondo quanto riferito dai testimoni.

Sergei Novikov, portavoce dell'agenzia nucleare russa Rosatom, ha però smentito la presenza di fiamme. Solo fumo, proveniente da una delle zone di alloggiamento dei cavi di alimentazione, che in nessun modo avrebbe potuto danneggiare i materiali nucleari dell'istituto. "Non vi è alcuna pericolo costituito dai materiali fissili", ha continuato Novikov, sottolineando che il reattore non era più operativo da tempo e di conseguenza non vi sarebbe alcuna minaccia legata alla radioattività.

Ma non la pensano allo stesso modo gli ambientalisti. Greenpeace Russia ha espresso la propria preoccupazione riguardo alla vicenda attraverso il direttore Ivan Blokov, che ha definito l'incidente molto pericoloso: "Quella che abbiamo qui è una grande quantità di sostanze radioattive proprio nel centro di Mosca e anche se si tratta di perdite di scarsa entità, si porrebbe comunque un problema serio". Chi avrà ragione?

Anche le notizie riportate dalle varie agenzie stampa russe sono molto discordanti. Interfax, ad esempio, ha riferito che una fonte della polizia ha raccontato che ai vigili del fuoco è stato negato l'accesso alla struttura per un "tempo lungo" prima di ricevere l'autorizzazione.

E la sicurezza presso le strutture nucleari russe è alquanto discutibile visto che anche in occasione del tremendo incidente di Chernobyl, nel 1986, le autorità sovietiche annunciarono il disastro due giorni dopo.

La Russia non è nuova ai disastri ambientali. Recentemente, lo scorso 19 dicembre, si era verificato l’affondamento di una piattaforma petrolifera Kolskaya di Gazprom al largo dell’isola di Sakhalin, nell’estremo Oriente russo. 4 morti e 49 dispersi in quell'occasione, e solo i 14 superstiti. Per non parlare dei rischi per l'ambiente nonostante in un primo momento siano state escluse eventuali fuoriuscite di petrolio.

Francesca Mancuso

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