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Scorie nucleari. Un protocollo di intesa per rafforzare la sinergia fra Sogin, Società Gestione Impianti Nucleari, e le imprese costruttrici di impianti nelle attività di bonifica ambientale dei siti nucleari e messa in sicurezza dei rifiuti radioattivi. Questo l’accordo siglato dall’Amministratore Delegato di Sogin, Giuseppe Nucci, e dal Presidente di Assistal, Associazione Nazionale Costruttori di Impianti, Giuseppe Gargaro, che si aggiunge ai quattordici protocolli già siglati da Sogin nel 2011 con le associazioni territoriali di Confindustria, Api, Ance, Lega delle Cooperative e Confcooperative delle provincie interessate dai lavori di bonifica dei siti nucleari, e che prevede 5 linee d’azione: informazione, formazione, assistenza, comunicazione e coinvolgimento su tematiche e argomenti oggetto di comune interesse.

La collaborazione fra Sogin e Assistal, che conta 1500 imprese specializzate nella progettazione, fornitura, installazione, gestione e manutenzione di impianti tecnologici e montaggi industriali, riguarderà principalmente l’organizzazione di una conferenza annuale sullo stato di avanzamento delle attività di bonifica ambientale dei siti nucleari e sulle policy di acquisti e appalti e la pubblicazione di una newsletter Sogin rivolta alle associazioni. Nel campo della formazione, poi, saranno promossi seminari, incontri e iniziative rivolti sia alle imprese per la qualificazione in Sogin, che alla Scuola italiana di Radioprotezione, Sicurezza e Ambiente di Sogin.

La Sogin S.p.A., ricordiamo, è una società di Stato incaricata della bonifica ambientale dei siti nucleari italiani e della messa in sicurezza dei rifiuti radioattivi provenienti dalle attività nucleari industriali, mediche e di ricerca, con unico socio il Ministero dell’Economia e delle Finanze, che ne detiene interamente il capitale sociale, con indirizzi strategici e operativi sono definiti interamente dal Governo Italiano. Oltre le quattro centrali nucleari italiane sono stati affidati in gestione a Sogin anche gli impianti Enea di Saluggia (VC), Casaccia (RM) e Rotondella (MT) e l’impianto Fabbricazioni Nucleari di Bosco Marengo (AL).

Sono soddisfatto per l’accordo di oggi, – ha dichiarato l’Amministratore Delegato di Sogin, Giuseppe Nucci, in una nota in questo momento delicato per l’economia italiana Sogin sente infatti la responsabilità, come Società di Stato, di attivare tutti gli strumenti per sviluppare relazioni stabili e trasparenti con le diverse realtà imprenditoriali interessate a partecipare alla più grande bonifica ambientale nella storia del nostro Paese. Per raggiungere questo traguardo – ha proseguito l’Amministratore Delegato – il nostro piano industriale prevede investimenti per 4,8 miliardi di euro, un valore significativo per contribuire alla crescita economica e allo sviluppo produttivo del nostro Paese”.

Anche Giuseppe Gargaro, Presidente di Assistal, esprime compiacimento: “la firma di questo importante protocollo d’intesa rappresenta il punto di partenza per una collaborazione che sono certo sarà proficua e duratura, oltre che in grado di generare nuove opportunità di business per le imprese aderenti”.

Intanto, presi dalle questioni sul numero di licenze dei taxi, piuttosto che se i medicinali possano essere venduti ai supermercati o se gli avvocati o i notai possano continuare ad averi i privilegi della loro casta, si è tenuto volutamente in sordina uno degli articoli più pericolosi del nuovo Decreto Legge sulle liberalizzazioni, l'art. 25, che porta l'accattivante titolo "Accelerazione delle attività di disattivazione e smantellamento dei siti nucleari" e che stabilisce che le scorie nucleari possono essere stoccate ovunque, senza il parere preliminare delle Amministrazioni locali, come invece era fino ad ora. Un impulso perverso alla decommissioning rendendo facilissima l’autorizzazione di nuovi depositi nucleari, in deroga alle procedure ordinarie.

Non è bastato, infatti, chiudere le centrali dopo il referendum del 1987 e non farle riaprire con il referendum di giugno 2011 per risolvere il problema dell’eredità di centinaia di migliaia di metri cubi di materiale radioattivo presente nel nostro territorio, frutto principalmente della produzione di energia nucleare in quegli anni e dello smantellamento delle 4 centrali nucleari (Trino, Caorso, Borgo Sabotino, Garigliano) attive fino agli anni 80'.

Ora il Governo Monti, invece di trovare una soluzione a misura di cittadino, lascia con estrema disinvoltura alla Sogin campo libero per costruire depositi di scorie ovunque, rendere stabili quelli che fino ad oggi erano dichiarati provvisori e ignorare il piano di costruzione del Deposito Nazionale che doveva essere ultimato nel 2008. In barba al parere popolare espresso con l'esito referendario che, bloccando la costruzione di nuove centrali nucleari, si è di fatto rifiutato di dover convivere con le terribili conseguenze delle scorie radioattive da esse prodotte.

Forse, allora, quel movimento che ha espresso con così tanta forza la propria posizione nella campagna referendaria dovrebbe ridare voce alle proprie ragioni. Così come sta facendo il Forum dei movimenti per l’acqua, che stanco di vedere disattese le volontà del popolo, ha lanciato una campagna di “obbedienza civile”. Anche sul nucleare il nostro voto va rispettato.

Roberta Ragni

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