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Costa Concordia. È caos all'Isola del Giglio. Secondo quanto hanno rilevato alcuni strumenti, il relitto della nave si è mosso di 4,3 centimetri in sole sei ore. Per questo motivo, tutte le attività dei sommozzatori sono state momentaneamente sospese. Il 28 gennaio, inoltre, le operazioni di svuotamento del carburante da parte della Smit/Neri erano state fermate per via delle condizioni meteo avverse.

Ieri, infatti, un forte temporale ha colpito l'isola della Toscana, accompagnato nella notte da un'altrettanto forte mareggiata, con onde alte anche 2 metri e mezzo. Il Commissario per l'emergenza Franco Gabrielli attendeva per oggi il piano per la rimozione dei detriti e dei materiali galleggianti, originati dalla Costa Concordia, insieme ai rifiuti presenti ancora all'interno del relitto, e doveva anche incontrare il Comitato dei cittadini del Giglio.

Ma il maltempo ha fermato le operazioni, e anche domani molto probabilmente non potranno essere eseguite le misure per lo svuotamento, in vista dell'arrivo di un nuovo peggioramento delle condizioni meteo.

La mareggiata di questa notte, accompagnata da forti raffiche di vento, ha inoltre danneggiato alcune parti della Concordia, staccando la vetrata centrale della copertura della piscina di poppa, già finita sul fondale. E i "salvatori del Giglio", i cittadini che fin dalle prime ore si sono offerti volontariamente per dare una mano ai naufraghi, adesso attendono risposte da Gabrielli, temendo un blocco del turismo per la stagione estiva, insieme ai danni ambientali legati alla nave.

Ed è polemica anche sulla decisione di interrompere le ricerche dei dispersi, nonostante manchino ancora all'appello 15 persone e sia stata ritrovata la 17esima vittima, Siglinde Stumpf, cittadina tedesca.

Il Codacons infatti ha invitato le autorità a chiede l'immediata ripresa delle operazioni di ricerca insieme a quelle di recupero del carburante. E in merito al risarcimento previsto per i passeggeri, Carlo Rienzi, Presidente del Codacons ha detto: "Si tratta di un incidente di inaudita gravità e si tratta quindi di un tentativo doveroso da parte nostra di ridare dignità alla vita e alla sicurezza delle persone: tutti coloro che si trovavano a bordo della nave hanno diritto ad essere risarciti non solo per i danni materiali subiti (costo vacanza, beni personali persi o danneggiati, e ogni eventuale danno fisico), ma anche per quelli morali, come la paura e il terrore subiti, e per il rischio di morire nel naufragio".

"È inammissibile - prosegue - che, nonostante le sofisticatissime strumentazioni a bordo di tali navi, installate proprio per evitare scontri e incagliamenti, si verifichino simili incidenti. Data la scarsissima tutela che hanno i diritti nel nostro paese, anche in sede giudiziaria e con transazioni da elemosina abbiamo ritenuto giusto almeno tentare la strada della serietà e della dignità delle persone, che non si possono certo ritenere risarcite da 11.000 euro per un così evidente pericolo di vita che segnerà tutta la loro esistenza, e la strada della punizione esemplare di comportamenti inammissibili che solo attraverso condanne esemplari potranno cessare".

Intanto, dall'Università di Pisa arrivano i robot Hydronet, un progetto europeo coordinato dal dipartimento di robotica della Scuola Superiore di Studi e Perfezionamento Sant'Anna. Hydronet è una flotta di piccole barche robot e di boe in grado di monitorare in tempo reale lo stato delle acque costiere e di rilevare la presenza di sostanze inquinanti.

Francesca Mancuso

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