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Il decreto sulle liberalizzazioni continua a riservarci sorprese. Dopo le indiscrezioni sugli articoli 16 e 17, che lascerebbero aperta la possibilità di fare trivellazioni petrolifere nelle aree marine protette di prossima istituzione, l’ultimo coniglio dal cappello riguarda il nucleare. O, meglio, le sue scorie radioattive. Se ne stava nascosto tra gli altri articoli che hanno suscitato finora maggiore interesse, il piccolo comma dell’art.25, che, qualora venisse approvato, consentirebbe di realizzare tutte le opere connesse allo smantellamento di tutti i vecchi siti nucleari italiani, a cominciare da Saluggia, dove viene stoccato l’85% dei rifiuti radioattivi italiani, in deroga alle procedure ordinarie.

A lanciare l'allarme è il presidente nazionale di Legambiente, Vittorio Cogliati Dezza, che denuncia: “questa norma appare assurdamente pericolosa perché cancellerebbe l'obbligo di ottenere le autorizzazioni ambientali, urbanistiche e di sicurezza previste per tutte le nuove infrastrutture e sarebbe fortemente antidemocratica perché toglierebbe il diritto di intervento al riguardo ai cittadini e agli Enti locali coinvolti”.

Insomma, quello che si rischia è la creazione di nuovi depositi nucleari nei siti a rischio, dal momento che si toglie ai Comuni la possibilità di decidere se un impianto nucleare può essere realizzato o meno, dando mano libera, invece, a Sogin di fare i depositi dove meglio ritiene. Perché, una volta ottenuto l’ok del ministero dello Sviluppo economico, la società statale che si occupa del decommissioning nucleare potrebbe operare senza nessun altro ostacolo burocratico da parte delle istituzioni locali.

Una situazione “inaccettabile” per Cogliati Dezza, che conclude manifestando la propria solidarietà “ai cittadini di Saluggia e di tutte le aree potenzialmente interessate dalla realizzazione dei siti per le scorie, affinché il tema della messa in sicurezza delle scorie venga trattato in maniera adeguata e responsabile nel totale rispetto delle norme”.

Intanto, i deputati del Pd del vercellese Luigi Bobba e Roberto Della Seta , pur continuando a sostenere il Governo Monti, promettono di dare battaglia: “se passasse così com’è, Saluggia diventerebbe la discarica delle scorie nucleari italiane, senza bisogno di ottenere le autorizzazioni ambientali, urbanistiche e di sicurezza previste dalla legge per tutte le nuove infrastrutture. Per questo, proporremo al Senato e alla Camera modifiche radicali all’articolo e ci auguriamo che il governo non insista su una via totalmente inaccettabile”.

Roberta Ragni

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