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La Nigeria rischia un nuovo disastro ambientale. Da due giorni un incendio di grossa portata è divampato a bordo di una piattaforma petrolifera della Chevron, adibito a pompare petrolio a largo delle coste nigeriane. Le fiamme, divampate lunedì, non accennano a placarsi e la compagnia petrolifera è ancora impegnata nelle operazioni di salvataggio del personale a bordo.

Fino ad ora, secondo quanto riferisce la Chevron, due sono gli operai dispersi e 152 quelli portati in salvo, ma non ha fornito ulteriori dettagli sulle persone scomparse.

"Ogni sforzo è stato fatto per trovare i lavoratori mancanti. È la nostra massima priorità", ha detto Andrew Fawthrop, amministratore delegato di Chevron Nigeria in una nota diffusa il giorno dell'incidente. “Non sappiamo cosa abbia causato l'incidente. Stiamo lavorando diligentemente per contenere il fuoco. Ingenti risorse sono state distribuite tra specialisti ed esperti di controllo dei pozzi di perforazione. Continuiamo a lavorare in piena collaborazione con le autorità nigeriane e siamo impegnati a fornire informazioni”.

Chevron però non ha detto che cosa abbia causato l'incendio. Tuttavia, il governo della Nigeria crede che sia un problema legato ad un ingente accumulo di pressione del gas da perforazione, come ha spiegato detto Levi Ajuonoma, portavoce della Nigerian National Petroleum Corp.

Rig-fire

Le indagini sono ancora in corso ma secondo la Chevron il problema potrebbe essere legato ad un guasto nelle attrezzature di superficie durante le operazioni di perforazione. Intanto, il pozzo continua a bruciare e l'impianto è parzialmente crollato. La società inoltre non è ancora in grado di stimare per quanto tempo il fuoco continuerà.

Nnimmo Bassey, che gestisce la Environmental Rights Action, ha però denunciato che da tempo l'associazione riceveva segnalazioni dai residenti sui rischi connessi all'impianto. Quest'ultimo, anche se di proprietà della Chevron, è gestito dalla Fodé Drilling Company.

Si teme adesso per i danni all'ambiente e per la fuoriuscita di sostanze inquinanti. Un nuovo disastro per il paese, dopo quello verificatosi circa un mese fa, quando una macchia di petrolio ha invaso la costa nigeriana del Golfo di Guinea, a circa 75 miglia al largo del Delta del Niger per via di un guasto un impianto della Shell.

Ricordiamo che la Nigeria è il quinto esportatore di petrolio greggio negli Stati Uniti e produce circa 2,4 milioni di barili di greggio al giorno. Tuttavia, in oltre 50 anni di produzione di petrolio il paese ha subito ingenti danni ambientali nei labirinti delle sue insenature.

Quanto ancora durerà questo scempio? Ancora una volta la soluzione è una sola. L'addio alle fonti fossili e nuovi investimenti dedicati alle rinnovabili.

Francesca Mancuso

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