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Un'invasione di orsi polari al Motor Show di Bruxelles. No no, non si sono aperte le gabbie dello zoo né tantomeno è giunta una carovana di simpatici orsi dal Polo Nord. Si tratta di una nuova spettacolare protesta di Greenpeace, contro la distruzione dell'Artico minacciato dalle vetture Volkswagen.

Gli attivisti, travestiti da orsi, hanno letteralmente invaso il salone dell'auto. Una pacifica invasione via terra ma anche via aria considerato che alcuni sono scesi giù dal soffitto dell'edificio, rimanendo sospesi sopra il pubblico, mentre altri protestavano dall'abitacolo dell'UP! di Volkswagen, giudicata troppo inquinante.

Da tempo Greenpeace è impegnata in una campagna contro Volkswagen, quest'ultima accusata di produrre veicoli che hanno poco riguardo per l'ambiente. La casa tedesca, inoltre, secondo gli ambientalisti, sta esercitando "un'intensa attività di lobbying che mira ad affossare una nuova normativa europea per l'efficienza dei veicoli".

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In sostanza, Volkswagen starebbe facendo pressioni all'Europa per frenare il crescente mercato delle auto ecologiche, a danno anche dei consumatori, costretti a preferire auto alimentate dai soliti, dannosi (e costosi) combustibili fossili.

Ma perché l'Artico? La dipendenza dal petrolio e dai suoi derivati, secondo Greenpeace, incoraggerà le attività di estrazione in acque profonde, nell'Artico e in altri mari, tra cui anche il Mediterraneo: tali ecosistemi sono davvero molto delicati e "un incidente con perdita di greggio avrebbe effetti devastanti e senza controllo".

Andrea Boraschi, responsabile della campagna Energia e Clima di Greenpeace Italia ha spiegato: "Gli alti consumi delle auto prodotte da Volkswagen stanno distruggendo l'Artico e i nostri mari. L'azienda tedesca continua a sbandierare il primato di qualche modello 'verde': ebbene, si tratta di specchietti per le allodole, con il fine di mettere in secondo piano la produzione di una flotta altamente inquinante e inefficiente. È un problema, questo, anche per gli automobilisti, costretti a fronteggiare l'inarrestabile ascesa del costo dei carburanti".

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E considerati gli ultimi aumenti della benzina, specie in Italia, occorre prestare attenzione alla questione.

Greenpeace sostiene inoltre, a ragione, che veicoli più efficienti potrebbero non solo rappresentare un bene per l'economia ma anche per i consumatori e soprattutto per la salute del nostro pianeta, la cui vita è messa a repentaglio dall'uomo.

Nel corso del 2012, inoltre, verrà messa a punto una normativa europea per ridurre le emissioni di CO2 a una media di 95 grammi per chilometro, entro il 2020. E Volkswagen, secondo gli attivisti, sarebbe a capo della lobby che si oppone a questi target.

A tal proposito, il suggerimento fornito dall'associazione ambientalista rivolto alle aziende automobilistiche è quello di sviluppare flotte con emissioni medie non superiori agli 80 grammi di CO2 per chilometro al 2020, con un ulteriore target di riduzione a 60 grammi per il 2025.

Cosa ne pensano i legislatori europei? Lo sapremo presto.

Francesca Mancuso

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