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Ci sarebbe una stretta connessione tra i grandi terremoti, come quello che colpì Haiti nel 2010, e gli episodi di uragani, tifoni e cicloni tropicali: è la conclusione a cui è giunto uno studio dell'Università di Miami, presentato al meeting della American Geophysical Union a San Francisco, e guidato dallo scinziato Shimon Wdowinski.

Così come la deforestazione operata dall'uomo è causa di frane e smottamenti, secondo gli studiosi anche le piogge violente che erodono i terreni possono essere fonte di successivi terremoti. La cosa incredibile è che la relazione effetto-causa non è immediata, ma può manifestarsi fino a 3 anni dopo, in base alle condizioni del terreno e a quanto esso è stato danneggiato dagli eventi ciclonici.

"Sono gli eventi di pioggia incessante e violenta ad innescare il meccanismo", spiega Wdowinski."La pioggia causa diverse migliaia di fratture e pesanti erosioni nel terreno, rimuovendo del materiale dalla superficie della Terra e incoraggiando movimenti lungo le faglie". A conferma di ciò, lo studio porta come esempio il terremoto di Haiti del 2010, avvenuto un anno e mezzo dopo che la stessa zona era stata devastata da due tempeste tropicali e due uragani nel giro di 25 giorni. "La stessa cosa – avvisa Wdowinski – può succedere in altre zone montane colpite dai cicloni, come il Giappone, le Filippine, e forse l'America Centrale".

Ma non è solo il terremoto di Haiti a confermare questa relazione temporale tra i due fenomeni: nello studio si leggono infatti altri esempi, come il terremoto di magnitudo 6.2 di Taiwan del 1972, avvenuto dopo che il Paese era stato colpito nel 1969 dal tifone Flossie; il tifone Morakot del 2009, cui seguì un terremoto 6.2 nello stesso anno e un sisma 6.4 nel 2010 e il tifone Herb nel 1996, seguito da un terremoto 6.2 nel 1998 e da uno 7.6 nel 1999. Un'altro studio indipendente ha inoltre suggerito la stessa conclusione per i movimenti della terra causati dai monsoni estivi in Himalaya.

Le ricerche, fa sapere Shimon Wdowinski, proseguiranno e prenderanno in esame altri territori a rischio sismico e con una forte presenza di attività cicloniche, come le Filippine e il Giappone. Se questa relazione dovesse essere confermata, sarebbe infatti un'ulteriore riprova di quanto i cambiamenti climatici possano essere pericolosi per il futuro del Pianeta.

Eleonora Cresci

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