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Si rischiano evacuazioni di massa nei centri abitati situati nei pressi del reattore di Fukushima, danneggiato dal sisma dello scorso 11 marzo. Nonostante siano trascorsi 9 mesi dal tremendo disastro nucleare, la rivista NaturalNews ha confermato che ieri si è rischiato grosso, in quanto il quarto reattore di Fukushima è crollato ed era sul punto di collassare del tutto.

Già il giorno prima il sito, informato da una fonte, aveva messo in guardia riguardo al possibile crollo: "Saranno necessarie possibili evacuazioni di massa nel Nord del Giappone se viene confermato un tale collasso". Alla base del crollo vi sarebbe un cedimento strutturale dell'edificio che ospita il reattore n° 4. Ma la domanda che tutti si sono posti, di fronte a tale notizia, è stata: perché i media non ne hanno parlato nonostante il crollo si sia verificato anche nei giorni precedenti al definitivo cedimento verificatosi tra il 12 e il 13 dicembre?

Secondo NaturalNews, dietro al silenzio che ha circondato la vicenda vi sarebbero gli interessi di alcune multinazionali come la General Electric, che possiede testate come la NBC e la MSNBC. Inoltre, ciò che nessuno ha detto è che un ulteriore danneggiamento dell'edificio del reattore 4 potrebbe portare ad una evacuazione di massa in Giappone.

Inoltre, il recente rapporto reso noto su Environmental Science & Technology, ha messo in luce che l'impatto sul mare legato al rilascio di radionuclidi provenienti dalla centrale di Fukushima Daiichi sono ancora poco chiari. Sulla base dei dati raccolti, inoltre, è emerso che le concentrazioni di isotopi radioattivi di iodio e cesio nelle acque dell'oceano in prossimità del punto di scarico hanno raggiunto un picco agli inizi dello scorso aprile, circa un mese dopo il terremoto, scendendo poi nel mese successivo.

Ma la situazione è rimasta comunque preoccupante visto che ancora a fine luglio, la concentrazione di sostanze radioattive nelle acque era rimasta superiore al previsto. Ciò significa che vi sono state ulteriori fuoriuscite dai reattori o da altre fonti contaminate, come ad esempio le acque sotterranee o sedimenti costieri. Fino a luglio, infatti, i livelli cesio 137 erano 10mila volte al di sopra di quelli rilevati nel 2010 nelle acque costiere al largo del Giappone.

Tale rapporto però non sembra essere in linea con le dichiarazioni ufficiali riguardo al rischio radioattivo, diffuse negli ultimi tempi dalla stampa internazionale, secondo cui la radiazione era "contenuta" e non vi era fuoriuscita direttamente nell'ambiente.

La Tepco, dal canto suo, ha ammesso che una certa quantità di stronzio radioattivo si è riversato in mare, e ancora tale contaminazione è in atto e lo sarà per almeno 30 anni, vista la vita media dello stronzio.

La verità sulla terribile vicenda di Fukushima non verrà mai completamente a galla, ma i suoi effetti, ne siamo certi, rimarranno visibili a lungo.

Francesca Mancuso

In riferimento alla notizia si invita tutt* a leggere la notizia della messa in sicurezza degli impianti

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