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A Fukushima è sempre peggio. Dopo la notizia delle probabili fuoriuscite di corium che avrebbero inquinato anche il sottosuolo, arriva quella di una nuova perdita di acqua radioattiva in mare che sarebbe già penetrata fin nell’Oceano Pacifico, data la vicinanza della centrale di Fukushima Daiichi.

Stando a quanto riportato dal New York Times sarebbero fuoriuscite da un dispositivo di depurazione antistante la centrale ben 45 tonnellate di liquido altamente radioattivo. A lanciare l’allarme domenica sarebbe stato un lavoratore dell’impianto nucleare impiegato nelle operazioni di messa in sicurezza della centrale.

Come ricorderete, a ridosso dell’incidente alla centrale nucleare provocato dal terremoto e dal conseguente tsunami, per tamponare la crisi, avevamo assistito al più grande episodio di rilascio di radioattività in mare che sta tuttora minacciando la fauna selvatica e la pesca della regione. Secondo una stima dell’istituto per la protezione radioattiva e la sicurezza nucleare francese, allora la quantità di cesio radioattivo riversato nel Pacifico attraverso l’acqua tra marzo e metà luglio era stata pari al 27,1 petabecquerels - un petabecquerel è un milione di miliardi di Becquerel), la maggior parte del quale in un singolo episodio.

In un comunicato stampa la TEPCO ha precisato che il problema di domenica scorsa è venuto a crearsi in due fasi: nella mattinata c’è stata la scoperta dei lavoratori dell’acqua radioattiva penetrata nel bacino comune accanto ad un dispositivo di depurazione. Il sistema è stato spento e la perdita sembrava arginata, ma successivamente ci si è accorti che l’acqua era trapelata attraverso crepe nel muro di cemento del bacino e stava raggiungendo una grondaia esterna. Secondo la società più di 220 tonnellate di acqua sarebbero fuoriuscite dalla struttura. Acqua contenente circa un milione di volte più stronzio radioattivo del livello massimo di sicurezza stabilito dal Governo, anche se, almeno era stata ripulita dal cesio radioattivo prima di fuoriuscire.

La TEPCO ha dichiarato che ora sta studiando i modi per arginare la perdita di quest’acqua, acqua che si è accumulata nella centrale dopo il disastro di marzo in cui i lavoratori hanno lottato per raffreddare i reattori ed evitare la fusione del nocciolo. A settembre la società proprietaria della centrale aveva installato un nuovo sistema di raffreddamento con filtri per decontaminare e riciclare l’acqua di raffreddaemnto, ma migliaia di tonnellate di liquido radioattivo rimangono negli scantinati allagati degli edifici della centrale.

Ma quali saranno le conseguenze di questa nuova fuoriuscita?

Simona Falasca

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