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Si è aperta oggi la conferenza ONU sul clima di Durban, la Cop17 dove i grandi del mondo cercano un accordo finalmente fincolante in grado di sostituire il Protocollo di Kyoto e per l'occasione Greenpeace invita tutti a inviare una bella cartolina a Corrado Clini - presente a Durban la prossima settimana - che inviti il nuovo ministro dell'Ambiente a voltare pagina rispetto alle politiche sui cambiamenti climatici adottate dal precedente governo.

Si tratta di cartoline virtuali, cartoline "dal caos climatico", con su raffiguarate le foto delle tragiche alluvioni che hanno colpito e messo in ginocchio diverse zone del nostro Belpaese, dal Piemonte alla Sicilia, passando per Liguria, Toscana e Lazio. Su ciascuna di esse il "saluto": "Il clima cambia. La politica deve cambiare." E l'Italia assumere finalmente "una posizione forte e ambiziosa per la salvaguardia del clima e per il rinnovo del protocollo di Kyoto".

Eventi atmosferici estremi come quelli che abbiamo subìto nelle ultime settimane e che diventano sempre più frequenti sono causati, come dimostrano diversi studi a partire dall'ultimo rapporto dell'IPCC, sono causati dall'aumento delle temperature medie e sono destinati ad aumentare con i cambiamenti climatici. «È necessario ed urgente che la politica, riunita in questi giorni a Durban, trovi un nuovo accordo vincolante per l'abbattimento dei gas serra. Far morire il protocollo di Kyoto non è una opzione che ci possiamo permettere» spiega Salvatore Barbera, responsabile della campagna Energia e Clima di Greenpeace che è presente a Durban con un team di esperti in negoziati e che seguirà l'evolversi della discussione portando in Sud Africa le sue richieste per salvare il clima.

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«Sulla questione dei cambiamenti climatici, l'Italia ha da troppo tempo una posizione di retroguardia rispetto agli altri Paesi europei e si è sempre opposta, in sede internazionale, all’adozione di leggi e politiche più ambiziose sul clima. Il Ministro Clini ha l'occasione di voltare pagina rispetto ai governi precedenti e contribuire al raggiungimento di accordi internazionali per la salvaguardia del clima in linea con quanto chiesto dai cittadini.» continua Barbera.

La desertificazione del Meridione, il ritirarsi dei ghiacciai sulle Alpi, lo slittamento dei cicli agricoli e l'intensificarsi degli eventi metereologici estremi, sono la dimostrazione dell'impatto sempre crescente dei cambiamenti climatici anche nel nostro Paese: "negli ultimi cento anni le temperature medie in Italia sono aumentate di 1.3 gradi centigradi rispetto al periodo di riferimento: più della media mondiale (circa 0.8 gradi centigradi). Il fenomeno ha avuto un’accelerazione negli ultimi decenni con i primi dieci anni più caldi, dal 1800 ad oggi, tutti successivi al 1990, e di questi sei su dieci sono successivi al duemila".

E voi che cartolina scegliete?

Simona Falasca

 

 

 


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