acqua_pubblica_manifestazione

Domani tutti a Piazza della Repubblica a Roma per difendere l'acqua pubblica e l'esito del referendum di giugno. A promuovere la manifestazione è stato il Forum Italiano dei Movimenti per l'Acqua, che ha denunciato la scarsa attenzione mostrata dalle istituzioni per il problema dell'acqua pubblica, nonostante il referendum popolare dello scorso giugno abbia mostrato chiaramente l'opinione degli italiani riguardo alla privatizzazione dei servizi idrici. Poco o nulla è cambiato in questi sei mesi.

Per questo le associazioni guidate dal Forum Italiano, hanno deciso di scendere "In piazza per l’acqua, i beni comuni, la democrazia". A difendere non solo l'acqua, che deve tornare ad essere gestita dal pubblico piuttosto che dal privato, ma anche a difendere la democrazia e la volontà degli italiani, espressa in maniera molto forte in occasione del referendum. 27 milioni di italiani hanno fatto sentire la loro voce alle urne. Perché dunque la loro decisione di riavere l'acqua pubblica non è stata ancora attuata?

A tal fine, il movimento per l’acqua si appresta a lanciare la campagna nazionale “Obbedienza civile, una campagna che, secondo quanto stabilito dal referendum, produrrà in tutti i territori e con tutti i cittadini percorsi auto organizzati e collettivi di riduzione delle tariffe dell’acqua.

E questo è quello che denunciano gli organizzatori: "Ad oggi nulla di quanto deciso ha trovato alcuna attuazione: la legge d’iniziativa popolare per la ripubblicizzazione dell’acqua continua a giacere nei cassetti delle commissioni parlamentari, gli enti locali - ad eccezione del Comune di Napoli - proseguono la gestione dei servizi idrici attraverso S.p.A. e nessun gestore ha tolto i profitti dalla tariffa".

Ma non è tutto qui: "Con l’alibi della crisi e dei diktat della Banca Centrale Europea, il Governo ha rilanciato, attraverso l’art. 4 della manovra estiva, una nuova stagione di privatizzazioni dei servizi pubblici locali, addirittura riproponendo il famigerato”Decreto Ronchi” abrogato dal referendum. Governo e Confindustria, poteri finanziari e lobbies territoriali, resisi conto che il popolo ha votato contro di loro, hanno semplicemente deciso di abolire il popolo, producendo una nuova e gigantesca espropriazione di democrazia".

Da questo alla decisione di scendere in piazza per tutelare i nostri diritti il passo è stato breve. Continua il Forum: "Dalla crisi non si esce se non cambiando sistema, per vedere garantiti il benessere sociale, la tutela dei beni comuni e dell’ambiente, la fine della precarietà del lavoro e della vita delle persone, un futuro dignitoso e cooperativo per le nuove generazioni. Abbiamo chiesto un incontro al presidente del Consiglio Monti, perché riteniamo che il nuovo esecutivo non possa sottrarsi dal rispettare l’esito referendario".

Indignazione anche da parte del WWF Italia, che domani scenderà in piazza. L'associazione lamenta il fatto che nonostante il 95% dei votanti ai referendum si sia espresso contro la privatizzazione dell’acqua, ancora oggi "in nessun posto è stato avviato il processo di ripubblicizzazione della gestione del servizio idrico, né tantomeno si sono date indicazioni per l’eliminazione dalle tariffe pagate dalle famiglie di quel 7% (che in molti casi è di gran lunga maggiore) su cui si basa il profitto dei privati". E gli ambientalisti minacciano di portare la questione in ambito internazionale, in vista della Conferenza sui cambiamenti climatici di Durban e del Summit ‘Rio + 20’ sullo Sviluppo Sostenibile, il prossimo 22 giugno 2012.

Anche Legambiente sarà presente domani a Roma, a Piazza della Repubblica alle 14. Si legge in un comunicato: "La maggioranza del popolo italiano ha votato, infatti, per l’affermazione dell’acqua come bene comune e diritto umano universale e per una gestione pubblica e partecipativa del servizio. Ma, ad oggi, nulla di quanto deciso ha trovato attuazione. Ecco perché il popolo dell’acqua torna a riempire le strade della capitale per ribadire con forza che non ci sta a subire questo 'vulnus' democratico".

Rispetto della democrazia e acqua pubblica. Queste le parole che risuoneranno domani dalle 14 nelle strade della Capitale.

Francesca Mancuso

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