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Quali saranno gli effetti sulla salute del disastro nucleare di Fukushima? Impossibili da calcolare, almeno a lungo termine. Dopo 8 mesi dall'incidente presso la centrale di Daiichi, regna l'incertezza su ciò che accadrà in futuro alla popolazione giapponese.

Al momento, il rischio che gli abitanti della zona possano avere il cancro in futuro, è ancora impossibile da prevedere. Almeno secondo quanto ha riferito il dottor Fred Mettler, il radiologo che ha condotto lo studio internazionale nel caso del disastro di Chernobyl del 1986.

In ogni caso, i 2 milioni di residenti della prefettura di Fukushima, dovrebbero essere riesaminati tra 30 anni, visto che al momento l'incidenza delle radiazioni è troppo recente per avere un effetto notevole sui tassi di cancro.

Il rischio, però, è che il legame tra il numero di casi di cancro e l'incidente nuclearedi Fukushima, in futuro possa passare inosservato. A sollevare la preoccupazione è stato Edwin Lyman, un fisico e scienziato della Union of Concerned Scientists, un gruppo che sostiene la sicurezza nucleare. Secondo Lyman, infatti, il fatto che il cancro non ci si presenti negli attuali studi sulla popolazione, “non significa che non vi sia già, e che non importa”.

Per questo invita le autorità giapponesi a prendere gli opportuni provvedimenti per ridurre al massimo la contaminazione nucleare.

Intanto nella zona è stato diffuso un monitoraggio delle radiazioni che ha coinvolto 280mila bambini delle scuole elementari e medie. Tra essi, ad alcuni è stato concesso di giocare fuori solo due o tre ore al giorno. Le scuole hanno rimosso il terriccio dei parchi giochi per ridurre il rischio di contaminazione, e il Ministero dell'istruzione ha fornito manuali informativi sulle radiazioni agli insegnanti. Ma già migliaia di bambini sono stati portati via da Fukushima per la paura legata alla radioattività.

A Tokyo, intanto, sono stati installati alcuni contatori per la misurazione giornaliera dei livelli di radiazione nei quartieri della città ed in particolare in prossimità di scuole e asili. E il governo del Giappone questo mese ha già varato un piano per dimezzare i livelli di contaminazione entro i prossimi due anni.

Ma la paura non passa. Sono molti i giapponesi ad essere preoccupati per le loro sorti e altrettanti quello che non si fidano delle rassicurazioni fornite dalle autorità.

A destare preoccupazione è anche la sicurezza alimentare, visto che già alcuni alimenti, che superavano i livelli di contaminazione, sono stati esclusi dal mercato. Ultimo tra questi il riso, contaminato dal cesio, ma anche le carni bovine, consumate inconsapevolmente dai giapponesi, e la verdura, il pesce e il latte.

Cos'altro dovranno aspettarsi in Giappone? E come convivere con la paura di essere stati avvelenati?

Francesca Mancuso

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