Manhattan

New York sommersa a causa di una tempesta. Non è uno dei solito scenari apocalittici, di cui sono pieni i film, ma una minaccia reale sostenuta da uno studio effettuato da alcuni esperti della Cornell University commissionato dal New York State Energy Research and Development Authority.

Entro i prossimi 10 anni, New York potrebbe essere sommersa dalle acque, e ancora una volta alla base di tali disastri ci sarebbero i cambiamenti climatici da cui dipende l'innalzamento del livello del mare. Manhattan correrebbe un gravissimo pericolo.

Secondo il rapporto, infatti le temperature medie annuali nello stato di New York saliranno da 4 a 9 gradi entro il 2080 e le precipitazioni aumenteranno dal 5 al 15 per cento, soprattutto nel periodo invernale. Inoltre, lungo il litorale e nel tratto di mare su cui si getta il fiume Hudson, il livello delle acque salirà da 1 a 5 centimetri dal 2020 e da 8 a 23 pollici per il 2080.

Ma non finisce qui. Se lo scioglimento dei ghiacciai polari continuerà in questo modo, si prevede un ulteriore innalzamento del livello del mare fino a 37-55 pollici entro il 2080, l'equivalente di 100-140 cm.

Ma davvero la Grande Mela è vicina al disastro o si tratta delle solite anticipazioni catastrofiste? Purtroppo questa volta, gli esperti sembrano non avere dubbi. Il rischio che New York sia danneggiata dall'acqua è concreto: “I rischi e le possibili conseguenze sono di portata enorme”, ha dichiarato Art DeGaetano, climatologo presso la Cornell Univeristy, a capo della ricerca. “Tunnel, metropolitane e aeroporti sono fortemente a rischio, così come tutta l'area di Wall Street”.

Continua: “Quello che mostriamo nel rapporto è che gli inverni tenderanno a diventare più umidi e le estati sempre più secche”.

Tutto quello che accade come conseguenza di tali situazioni, è reale. Ci sono voluti due anni per avere dati e previsioni precise. Michael Bloomberg, sindaco di New York, a quanto pare, è rimasto molto colpito dal contenuto del report.

E per fare compredere che il rischio è davvero serio, i ricercatori forniscono i dati relativi agli anni precedenti, con i cambiamenti climatici che si sono già registrati a New York: le temperature medie annuali sono aumentati di circa 2,4 gradi dal 1970, con il riscaldamento invernale superiore a 4,4 gradi, e ungo il livello del mare la costa di New York è cresciuta di circa un piede, ossia circa 30 cm, dal 1900 ad oggi.

E col passare del tempo la situazione non può che peggiorare. I dati del rapporto sembrano anticipare che se non si attueranno soluzioni in tempi brevi contro lo scioglimento dei ghiacciai polari, nel 2020 le acque attorno a Manhattan e Long Island salirebbero di 25 cm, mentre nel 2050 si arriverebbe addirittura a un metro.

E la città sarebbe in pericolo. Strade, autostrade, metropolitane e tunnel allagati entro un'ora. Secondo lo studio, inoltre, alcuni gruppi demografici saranno influenzati dai cambiamenti climatici in modo sproporzionato. Alcune minoranze e i meno abbienti tendono a vivere in zone vulnerabili alle inondazioni a New York e nella parte settentrionale dello stato. Gli abitanti di piccoli centri rurali saranno meno capaci di fronteggiare gli eventi estremi come le tempeste di ghiaccio, le inondazioni e la siccità. Che fare allora?

Il cambiamento climatico sta già cominciando a influenzare le persone e le risorse dello Stato di New York", scrivono gli autori di ClimAID. "Allo stesso tempo, lo Stato ha la capacità potenziale per affrontare i molti rischi legati al clima, riducendo gli impatti negativi e, quindi, sfruttando le opportunità possibili”.

E se ciò non avverrà?

Francesca Mancuso

Leggi la sintesi del rapporto ClimAID

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