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Anche la National Instruments sta prendendo le distanze dall'E-Cat. Dopo l'annuncio dato dall'Università di Bologna, che ha dichiarato di "non essere coinvolta negli esperimenti sull'E-Cat condotti dalla società Leonardo Corp. di proprietà di Andrea Rossi", anche l'azienda americana ci ha tenuto a smentire la notizia di un presunto coinvolgimento negli affari di Andrea Rossi.

Inizialmente, a dare la notizia che il misterioso cliente N del catalizzatore potesse essere la National Instruments è stato il sito Pesn.com, secondo cui era in corso un accordo tra le due parti, forse addirittura siglato.

Ma l'addetto stampa di National Instruments Italia, Pietro Guagliardo, con una mail ci ha spiegato come realmente stanno le cose. "A seguito delle notizie confuse che circolano sul rapporto tra Andrea Rossi e National Instruments, vi chiedo la cortesia di modificare il post con la dichiarazione ufficiale di John Pasquarette Vice Presidente del Corporate Marketing ed eBusiness, il quale afferma che National Instruments non è in alcun modo coinvolta in trattative di acquisto dell'impianto di fusione fredda da 1 MW".

Nessun accordo, ma forse il supporto sì. Continua Guagliardo: "La missione di National Instruments è supportare ingegneri e ricercatori in numerosi campi applicativi e industriali (automotive, dispositivi mobili, robotica, energia e fisica), incrementandone la produttività e accompagnandoli nel processo di innovazione tecnologica e ricerca scientifica. Nel mondo migliaia di tecnici, ingegneri e ricercatori sono impegnati nella risoluzione di sfide tecnologiche di enorme portata, come quella delle energie alternative. National Instruments fornisce strumenti per il controllo, il monitoraggio, il test e la misura a chi è impegnato nella realizzazione di diverse soluzioni applicative, ogni giorno. Un esempio di ciò è Leonardo Corporation, che intende utilizzare gli strumenti National Instruments per varie applicazioni".

Ricordiamo che quest'ultima è la società di Andrea Rossi. E proprio il padre dell'E-Cat, sul solito blog, il Journal of nuclear Physics, lunedì scorso ha annunciato che uno degli obiettivi principali sarà quello di generare posti di lavoro negli Stati Uniti. E la prossima settimana sarà impegnato proprio in tal senso. Quale altro mistero si nasconde dietro le sue parole? Un nuovo acquirente?

Francesca Mancuso

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