prestigiacomo_fine

Meno di 48 ore da quando il premier ha rassegnato le proprie dimissioni, ma sono bastate a far saltare i nervi all'ex Ministro dell'ambiente, Stefania Prestigiacomo, che si è lasciata andare a commenti non proprio diplomatici su Bettino Craxi, destando il rancore dei discendenti dell'ex leader socialista.

La sconfitta deve aver proprio pesato sull'equilibrio della Prestigiacomo, che ha ammesso la difficoltà del momento, commentando così la presenza di una folta schiera di persone fuori da Palazzo Grazioli, inneggianti la fine del governo Berlusconi: “Sabato è stata una giornata orrenda. Non mi sono mai sentita tanto umiliata in vita mia”.

Saranno state le urla, forse gli insulti o la sconfitta e la resa definitiva del premier - o semplicemente il fatto di dover abbandonare la poltrona - a far uscire fuori dalle righe il Ministro dell'ambiente che, messasi a confronto con Craxi, con le sue monetine e con Tangentopoli ribatte: “Noi siamo gente perbene. Non abbiamo nulla di cui vergognarci”.

Già, le monetine. Era il 1993 quando Craxi fu accolto, dopo lo scandalo Tangentopoli, dal lancio di oggetti e monetine all'uscita da un albergo romano. Maledette monetine, galeotte. E non sono tardate le repliche. La figlia del leader socialista, Stefania Craxi nonché parlamentare del Pdl, ha ribattuto: “Dice che oggi non siamo come Craxi. Appunto. Bettino Craxi non è mai uscito dalle porte secondarie”.

Anche il fratello Bobo non gliele manda certo a dire invitando il ministro Prestigiacomo a “riflettere sulle brave persone della seconda Repubblica”. “Per la verità - aggiunge - l'ex ministro non è nuovo nel giudicare con piglio rozzo, retaggio di una cultura reazionaria e borghese, quegli esponenti della prima Repubblica ormai celebrati, Craxi in testa, come uomini di Stato di grande levatura, al cospetto del tragico epilogo di questo ventennio e di questo Governo”.

Conclude Bobo Craxi rivolgendosi direttamente al Ministro: “Le assicuro che mio padre non solo fu una persona perbene, ma che, nel momento della caduta e dell'oltraggio di parte del nostro popolo, affrontò con dignità e, aggiungo, con coraggio, la legittima e cruenta indignazione popolare, riconoscendone tutti i tratti tristemente negativi della nostra Storia. Lasci stare il passato e rifletta con spirito critico intorno ai limiti e alle responsabilità della seconda Repubblica, che non pare affatto tutta occupata da persone perbene”.

Batti e ribatti stile sit-com. Ma a cosa si riferisce secondo voi? Alla vita non proprio “per bene” del premier, che negli ultimi anni è stato dedito a passatempi che non facevano parte del proprio programma politico? O alle stranezze rivelate lo scorso anno dal libro di Emiliano Fittipaldi, “Così ci uccidono”, in cui l’autore mette a nudo gli scheletri nell’armadio della Ved (Vetroresina Engineering Development), azienda specializzata nella produzione di plastica e a capo della quale c’era proprio il padre di Stefania Prestigiacomo?

Quella di Stefania Prestigiacomo, in riferimento alle sue dichiarazioni su Bettino Craxi, è stata una brutta caduta di stile” ha dichiatato Donato Robilotta, Coordinatore dei Socialisti Riformisti del Pdl, che spiega: “Mi auguro che il gruppo dirigente del Pdl non la pensi come la Prestigiacomo, anche perché diversi Ministri del Governo Berlusconi provengono dallo stesso partito di Bettino Craxi e da quella storia politica”.

Intanto, nel trambusto, è iniziato il toto-ministro. Mario Monti ha appena ricevuto l'incarico ma si vocifera già su chi potrebbero essere i nuovi ministri. Una prima ipotesi al dicariato dell'Ambiente faceva il nome di Ermete Realacci, ma secondo le voci più accreditate, a togliere dalla poltrona Stefania Prestigiacomo sarà l'attuale direttore generale del ministero, Corrado Clini.

Ci auguriamo che chi si occuperà dell'ambiente fino a nuovo ordine, possa portare avanti le iniziative già in atto e possa far crescere l'Italia anche sotto il profilo ambientale, alimentando una coscienza civica purtroppo minata da tante incongruenze, impegnandosi a raggiungere gli obiettivi dell'Europa.

Chiunque sarà il nuovo ministro, speriamo che possa riuscire a fare meglio del Ministro Prestigiacomo, troppo spesso calpestato e forse un po' troppo "risucchiato" negli affari di famiglia. Non pensiamo di chiedere troppo.

Francesca Mancuso

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