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Chi di censura ferisce, di caccia perisce.“Un massacro nei boschi e in campagna”, recitava il manifesto contro la caccia del “Movimento vegetariano No alla Cacciacensurato giusto la settimana scorsa dal Comune di Verona per i contenuti troppo cruenti. E l’incidente di caccia avvenuto sabato a Terzo d' Aquileia (Udine), nella proprietà Ca' Bolani di Gianni Zonin, che ha visto protagonista proprio il sindaco-censore di Verona, Flavio Tosi, dimostra ancora una volta che nell’uso delle armi, assassine o “sportive” che dir si voglia, il massacro è sempre in agguato.

Flavio Tosi, durante una battuta di caccia alla lepre e ai fagiani, con il corno di Diana a fare da colonna sonora mentre tentava di impallinare una povera lepre indifesa, ha ferito accidentalmente a un braccio e a una gamba un giovane di 30 anni: “Emilio era con noi nella riserva di Ca' Vescovo, come accompagnatore - spiega il primo cittadino leghista del capoluogo veneto, dal 2009 presidente regionale di Federcaccia -purtroppo, si è trovato nel punto sbagliato al momento sbagliato. Un medico primario, anch' egli dei nostri, l'ha subito soccorso; poi è stato portato all' ospedale più vicino. Mi dispiace, sono cose che capitano”.

Un banale incidente di caccia, questa volta per fortuna con minime conseguenze. “Cose che capitano”, dice senza vergogna Tosi, fedele proselito della religione della caccia, in cui la nuova Bibbia venatoria impone anche di proteggere la cricca, il branco, tanto che, quando il giovane è arrivato dolorante al pronto soccorso dell' ospedale di Monfalcone (Gorizia), è apparso imbarazzato e reticente nel raccontare l’accaduto agli agenti di Polizia allertati dai medici, fino a fornire una prima versione davvero “poco credibile” per gli inquirenti.

Il sindaco di Verona, molto popolare fra i “suoi”, ironizza sull’eccessivo dispiego di forze messo in campo “per un incidente così banale”: sono state allertate, spiega Tosi alla stampa nazionale “la Guardia forestale, la Polizia provinciale e la Polizia di Stato. Interrogatori, sopralluoghi nella riserva di Ca' Vescovo. Spreco di energie, mi lasci dire. A farla breve Emilio è stato sentito dagli inquirenti per tutto il pomeriggio. E, finalmente, alle 8 di sera un medico ha estratto i pallini dal polso e dal ginocchio”. Nel frattempo, il ferito ha più volte dichiarato che non ha intenzione di sporgere denuncia, anche se, secondo le indiscrezioni, la Procura di Udine avrebbe già aperto un fascicolo per lesioni colpose. Il peggio che può succedere a Tosi, quindi, è il ritiro della preziosissima “patente per uccidere”, la licenza di caccia, che peraltro non è nemmeno data per certa.

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Al di là dei risvolti penali, di certo questa storia non può che suonare come una sorta di punizione “divina”, guidata dalla dantesca legge del contrappasso, per colui che ha fatto ritirare dei manifesti nascondendosi dietro la motivazione che quelle immagini avrebbero potuto “turbare bambini e persone sensibili”. Ma che poi se ne va in giro a impallinare ragazzi.

Gli arti feriti del malcapitato non sono forse un’immagine altrettanto cruenta, sindaco? E ora i bambini cosa penseranno?

Roberta Ragni

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