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Alla fine Stefania Prestigiacomo è riuscita a recuperare una parte dei finanziamenti destinati al Ministero dell’Ambiente. Gioved’ì scorso, infatti, erano stati annunciati i tagli ai ministeri previsti nella nuova legge stabilità che avrebbero penalizzato in particolar modo il dicastero dell’ecologia decurtando le sue entrate del 90% in 4 anni.

In pratica al Ministero dell’Ambiente venivano lasciati i soldi sufficienti a malapena a coprire le spese vive come stipendi, affitti e bollette. Una situazione questa che avrebbe portato sicuramente alla paralisi di un ministero che, soprattutto in questo momento, avrebbe ben altri bisogni di investimento.'

Sconcertata la Prestigiacomo che, resasi finalmente conto dell’assurdità delle manovre finanziarie dell’esecutivo il quale da anni sta togliendo risorse destinate alla prevenzione e allo sviluppo ambientale, aveva minacciato di non votare la legge di stabilità e appellata più volte al Presidente Silvio Berlusconi.

Finalmente anche il ministro Prestigiacomo si accorge della scomparsa del suo dicastero – aveva commentato il presidente di Legambiente Vittorio Cogliati Dezza alla notizia dei tagli - Denunciamo ormai da anni i tagli all’Ambiente. Si è passati dal miliardo e 300 milioni di euro del 2008 a 120 milioni di euro previsti per interventi ambientali nel 2012. Sin dal suo insediamento il governo Berlusconi ha sistematicamente falcidiato i fondi destinati alla tutela del territorio, considerando il ministero dell’Ambiente alla stregua di un ente inutile da sopprimere. In questo modo sono stati sottratti i fondi per le bonifiche, quelli per la prevenzione del dissesto idrogeologico in un Paese dove alluvioni e frane sono all’ordine del giorno con ingenti costi umani ed economici. E ancora, le risorse per una mobilità sostenibile, per la gestione dei rifiuti o per il funzionamento delle aree protette. Settori che, adeguatamente finanziati, potrebbero rappresentare, invece, altrettante occasioni di sviluppo e crescita del Paese.
Già oggi il ministero dell’Ambiente è ridotto al lumicino
– ha concluso Cogliati Dezza -. I tagli contenuti nella manovra di oggi sarebbero a tutti gli effetti il colpo di grazia”.

Sarà stata la capacità di convincimento della Prestigiacomo o la necessità del Governo di ottenere i numeri necessari per la fiducia di venerdì, fatto sta che alla fine il “contentino” c'è stato tradotto nel reintegro di parte delle risorse per circa 800 milioni. Briociole rispetto alla necessità, ma sempre meglio della nefasta prospettiva della giornata precedente.

Il Consiglio dei Ministri, infatti, nel corso dell’esame della Legge di stabilità ha integrato le risorse del Ministero dell’Ambiente con 300 mlioni – 150 a valere sui fondi della banda larga e 150 “rimediati” dalla quota nazionale del Fondo di Servizio. Inoltre per permettere di attuare le politiche di prevenzione per il dissesto idrogeologico sono stati previsti ulteriori 500 fondi FAS.

"Abbiamo recuperato i fondi necessari per attuare, seppure nelle difficolà' attuali, le nostre politiche ambientali. Aver ottenuto 300 milioni, immediatamente spendibili, ci consentirà di realizzare gli interventi programmati'' - afferma in una nota il ministro Prestigiacomo ''Sul fronte del dissesto idrogeologico - spiega - i fondi Fas assicurano la continuita' degli interventi programmati, che sono fondamentali per mettere in sicurezza le aree considerate più a rischio del nostro territorio''.

Fatto sta che il ministero dell’ambiente rimane per il Governo uno dei dicasteri meno importanti e finanziati. E questo la dice lunga sull’importanza data a questi temi dall’esecutivo. Praticamente nulla. Ma questa non è una novità.

Verdiana Amorosi

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