E-cat_fusione_fredda

La fusione nucleare a freddo è realtà? A quanto pare sì perché l’E-cat, non è una bufala, ma funziona! Almeno stando all’ultimo test effettuato nuovamente a Bologna per verificare se il tanto discusso prototipo di reattore messo a punto dall’ingener Rossi e dal fisico Focardi - l’Energy Catalyzer - produce veramente più energia di quanta ne consumi.

Davanti agli occhi di un ristretto e selezionato gruppo di scienziati, addetti commerciali e giornalisti, in un capannone nella periferia industriale di Bologna, nello stesso luogo dove era stato mostrato al mondo per la prima volta, lo scorso 6 ottobre è stato effettuato un altro test privato sulla fusione fredda durato oltre 10 ore. In questo lasso di tempo l’E-cat avrebbe prodotto, stando ai suoi ideatori, una quantità di energia in grado di “alimentare per diverse ore uno stabile di tre appartamentiad un costo praticamente nullo visto che ha impiegato per la reazione solo un grammo di idrogeno. E per la prima volta il misterioso apparecchio che tanto ha fatto parlare di sé, è stato aperto e diffuso il video in anteprima da Radio Città del Capo.

Nel video rilasciato da Radio RCdC viene presentata la cronca della giornata commentata direttamente da Andrea Rossi con tanto di interviste a Focardi, Peterson e al Prof. Stremmenos. “Difficile dire con totale certezza cosa sia effettivamente avvenuto: gli scienziati presenti erano comprensibilmente “abbottonati”. Tuttavia si avvertiva nei presenti una certa (a volte inconfessabile) percezione di star assistendo a qualcosa di reale. I dati che è stato possibile raccogliere dimostrerebbero che in regime di autosostentamento vi è una produzione di energia, non enorme, ma concreta, costante e ampiamente misurabile. A rendere sempre incerta la questione c’è la riservatezza e il limite alla visibilità dei principi di funzionamento dell’apparato posti dall’ing. Andrea Rossi, che ha in corso una pratica di brevetto e vuole preservare il segreto industriale per una futura commercializzazione di questi apparecchi”, si può leggere nell'articolo.

Oltre ai giornalisti di Radio RCD per l’Italia erano presenti i corrispondenti di Focus e Radio 24, mentre per la Svezia Ny Teknik il cui inviato Mats Lewan ha pubblicato il primo report in assoluto che ha fatto il giro del mondo in questo week end , tradotto anche sul Blog italiano “22passi”. È proprio il blogger italiano di 22 passi Daniele Passerini ad aver informato in tempo reale i suoi “followers” via Twitter.

Tra i ricercatori presenti, invece, il chimico Roland Pettersson, professore associato presso l’Università di Uppsala e collega del prof. Kullander che ha pubblicato nel corso dell’anno un report sull’E-cat “Sono convinto che funzioni, ma c’è ancora spazio per ulteriori misure”, ha dichiarato Pettersson a Ny Teknik dopo il test.

Come nei test passati, l’avvio è stato ottenuto scaldando l’E-cat con una resistenza elettrica per circa 4 ore in modo tale da raggiungere una stabilità sufficiente. Questa volta però, al contrario del passato, “è stato possibile aggirare il controverso calcolo dell’energia in base alla vaporizzazione immettendo il vapore dal catalizzatore di energia in uno scambiatore di calore, dove veniva riscaldato un flusso d’acqua”.

A questo punto è stata tolta l’alimentazione alla resistenza e il reattore ha funzionato autoalimentandosi per circa tre ore e mezza / 4 ore senza che si riscontrasse alcun calo nella resa e producendo, stimato per difetto, un’energia compresa tra i due e i tre kWh.

L’E-cat, una minicentrale domestica da 1 MW, dunque, è rimasto in auto sostentamento dalle 15:00 alle 19:00 e spento toltamente alle 22:00. Un tempo forse troppo limitato per convincere i più scettici, ma che è servito per far salire l’entusiasmo e puntare l’attenzione su questo prototipo che promette di rivoluzionare il mondo.

A breve non sono previsti ulteriori esperimenti, anzi Rossi rilancia affermando che “fra qualche mese il prodotto sarà sul mercato, e il test migliore lo faranno i clienti: se non funziona, lo restituiranno.” La nuova era dell'energia ha inizio?

Simona Falasca

Foto: Meridiana Magazine

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