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"È con grande tristezza che la famiglia della professoressa Wangari Maathai annuncia la sua scomparsa, avvenuta il 25 Settembre 2011 all’ospedale di Nairobi, al termine di una lunga e coraggiosa lotta contro il cancro", scrive il movimento Green Belt Movement, l'organizzazione fondata nel 1977 da Wangari Muta Maathai, conosciuta come la “signora degli alberi”. Si è spenta all’età di 71 anni la donna grazie alla quale sono stati piantati negli anni circa 40 milioni di alberi in tutto il Kenia, Paese di cui era originaria. E alla cui salvaguardia aveva dedicato un’intera vita.

Un impegno che le è valso nel 2004 il Nobel per la pace, proprio per la sua lotta contro la deforestazione e per "il suo contributo alle cause dello sviluppo sostenibile, della democrazia e della pace". Prima africana, prima keniota e prima ambientalista a ricevere l’ambito riconoscimento, la Maathai si è spesa in ogni campo della vita civile, dalle campagne ambientaliste contro l’eccessivo sfruttamento del territorio all'impegno a favore dei diritti delle donne, fino alle battaglie politiche degli anni’80 contro il regime dittatoriale di Arap Moi, convinta che ci fosse bisogno di uno "stravolgimento del nostro modo di pensare, così che l’umanità smetta di mettere a repentaglio lo stesso sistema che la tiene in vita".

Perseguita, arrestata e picchiata, la leader del movimento eco-femminista, da anni deputata del parlamento kenyota, non si è mai fermata e ha sempre portato avanti con impegno e dedizione la salvaguardia della biodiversità, la difesa dei diritti umani e la creazione posti di lavoro, soprattutto per le donne, fino ad allargare le iniziative del movimento a Tanzania, Uganda, Malawi, Lesotho, Etiopia e Zimbawe.

Gianfranco Bologna, direttore scientifico del WWF Italia, esprime il cordoglio del wwf per questa grave perdita: “Wangari Maathai era molto concreta e credeva nell’impegno diretto. Ha avuto inoltre una grande capacità di ‘connessione’. Uno dei grandi problemi che oggi abbiamo è quello di avere una cultura disgiunta, che ci fa vedere le cose come se fossero fra di loro separate. Wangari Maathai è sempre riuscita a mettere in connessione i grandi problemi della battaglia ambientale con la giustizia sociale e soprattutto con la democrazia, riconoscendo prima di altri l’importanza di tenere vivo e in salute l’ambiente naturale per poter mantenere in buone condizioni ed equilibrio anche la popolazione che lo abita. Occorre continuare su questa strada per avere un Pianeta capace di futuro”.

Addio Wangari Maathai. La tua impronta nel mondo rimarrà indelebile...

Roberta Ragni

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