foca_monacaÈ stata per anni il testimonial delle battaglie del WWF: il suo musetto, quasi alla stregua del panda,  è il simbolo stesso della salvaguardia delle biodiversità e della tutela delle razze in via di estinzione. Ed effettivamente nelle nostre acque era da un bel po' che non se ne vedeva una. All'isola del Giglio però domenica si è lasciata ammirare e anche fotografare. Un bell'esemplare di foca monaca è stato avvistato dai tanti stupiti turisti che nuotavano nelle acque antistanti la Torre di Giglio Campese.

A dare la notizia, Giglio News che riporta la testimonianza e gli scatti di Marco Prete, un lettore che quel musetto ha avuto la fortuna di trovarselo davanti.  Calcolando che secondo l'ONU in tutto il Mediterraneo sarebbero rimasti meno di 350 esemplari, principalmente in Greci e Turchia, non è cosa da poco.

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E, infatti c'è vanto anche nelle parole di Umberto Mazzantini, responsabile Isole minori di Legambiente, che alla notizia ha così commentato:"La foca apparsa nelle acque dell'isola del Giglio è il migliore spot pubblicitario per l'istituzione di una vera area marina protetta nell'Arcipelago Toscano, come richiedono ben tre leggi dello Stato e l'Unione europea che invita a realizzarla entro il 2012 in ottemperanza agli impegni internazionali presi dell'Italia per la protezione del mare e della sua biodiversità".

Un tempo la foca monaca popolava tutte le acque costiere del Mediterraneo e amava riprodursi nel tratto compreso tra la Mauritania e il Marocco dove ad oggi non se ne contano più di 100 esemplari.

Questo a causa di epidemie o per l'avvelenamento causato da particolari alghe tossiche e, per quanto riguarda l'Italia, anche a causa dei pescatori perché ritenuta un pericoloso concorrente nella cattura dei pesci e della riduzione del suo habitat, ormai occupato da porti, villaggi turistici e disturbato dal passaggio delle navi.

L'avvistamento della foca monaca conferma, quindi, il merito delle 5 vele assegnate nei giorni scorsi dalla Guida blu di Legambiente e del Touring Club all'isola del Giglio e "dimostra la bontà della protezione marina intorno alle isole minori dell'Arcipelago Toscano, luogo di attrazione per i giovani animali di questa specie - ci tiene a presentare Mazzantini -. Già negli anni passati, infatti, la foca monaca ha popolato la costa toscana e tutto lascia sperare in un suo reinsediamento in questo tratto. Diviene pertanto fondamentale tutelare l'arcipelago con l'istituzione di una vera e propria Area marina protetta".

Simona Falasca


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