caccia

Mancano meno di 2 giorni all’apertura della stagione venatoria, in realtà già partita in alcune regioni ad Agosto per gli ungulati e dal 01 Settembre per alcune specie di uccelli. Ma è il 18 settembre il “big day” dei cacciatori, quando tutti, ma proprio tutti, in ogni angolo del territorio italiano, nei boschi, nelle campagne, nelle aree verdi delle nostre regioni, potranno imbracciare di nuovo le loro doppiette assassine e fare stragi di vite innocenti lungo la penisola. Saranno milioni gli animali uccisi in nome di false argomentazioni come "divertimento, gola, necessità di selezione, sport".

100 milioni di animali uccisi ogni anno, una media di 100 vittime a stagione per “incidenti” avvenuti durante le battute, migliaia di reati registrati dal Corpo Forestale dello Stato, e ben 7 condanne negli ultimi 20 anni inflitte alla Repubblica Italiana dalla Corte di Giustizia Europea. Elevato anche il numero delle vittime in ambito venatorio: 25 i morti e 78 persone ferite nel 2009 e altri 25 morti e 75 feriti nella stagione 2010/2011 (dati Associazione vittime della caccia).

Sono questi i numeri della caccia, diramati dalla Lav in un comunicato.

Cambia l’anno, ma la storia è sempre la stessa. Anche se alcune conquiste sono state fatte, come l’adeguamento della legge 157/92 alle direttive comunitarie, in cui sono stati inseriti il divieto di caccia nei periodi di riproduzione e di dipendenza dei piccoli dai genitori e il rispetto della migrazione pre-nuziale di molti uccelli, non mancano preoccupanti passi indietro.

Così, se Puglia, Calabria, Basilicata e in genere le regioni del Sud hanno deciso di adeguarsi eliminando dal calendario dieci o venti giorni di caccia per le specie particolarmente sensibili, altre continuano come se niente fosse, come sottolinea l’Enpa in un comunicato. “Lazio, Marche, Umbria, Sardegna e alcune province toscane non hanno voluto adeguarsi alle regole per non perdere i consensi della lobby venatoria più oltranzista”, spiega l’Enpa. A questa situazione disarmante si aggiungono poi i continui tentativi di deregulation venatoria, come l’emendamento Molinari che, attraverso lo strumento del "controllo" faunistico, vorrebbe aprire la caccia anche per le specie protette in tutto il territorio nazionale.

Ciò che sorprende – afferma Massimo Vitturi, responsabile del settore Caccia e Fauna della LAV – non è soltanto lo scempio in termini di rispetto degli animali e di biodiversità che avviene ogni anno, ma il fatto che questo avvenga ad opera dell'1% della popolazione (a tanto ammontano i cacciatori secondo le ultime stime) mentre secondo i più recenti sondaggi (il Rapporto Italia 2011 di Eurispes) l'80,5% degli intervistati si è detto poco o affatto d'accordo con l'andare a caccia”. Dati che trovano eco nei sondaggi Ipsos, secondo cui l'80% degli italiani non solo giudica la caccia un'inutile crudeltà che andrebbe vietata o rigidamente regolata, ma non andrebbe a fare scampagnate o escursioni nel periodo di attività venatoria per paura.

Per questo l’Enpa lancia un appello a tutti gli amanti degli animali a partecipare alla manifestazione, promossa dalla Lega per l’abolizione della caccia (Lac) per protestare contro l’apertura della stagione venatoria, che si terrà il domani, 17 Settembre, a Torino. Il corteo partirà da Porta Susa (ore 15.30), per concludersi a Piazza Vittorio Veneto. La manifestazione si svolgerà proprio nel capoluogo Piemontese per “lanciare” il referendum regionale contro la caccia che avrà luogo nella primavera del 2012.

Alla manifestazione ha aderito anche il wwf: “Le Regioni continuano a chiamarsi fuori dalle regole per soddisfare le richieste dell’estremismo venatorio, foriero di posizioni anacronistiche ed irresponsabili che offendono i diritti dell’intera Comunità internazionale, data l’unicità di alcune specie che abitano il nostro Paese e per la funzione che questo corridoio naturale tra l’Africa ed il Nord Europa assolve per la migrazione –spiega Stefano Leoni,presidente del WWF Italia- Un patrimonio straordinario, ostaggio ancora oggi di una minoranza estremista: l’1% della popolazione italiana esercita l’attività venatoria, mentre la maggioranza della stessa della caccia farebbe anche a meno”.

Altro appuntamento importante è la Marcia della Pace di Assisi, prevista per il 25 settembre, dove saranno presenti sia l’Enpa che la Lav, insieme ad altre associazioni animaliste e ambientaliste, per dire no alla violenza sugli animali e in segno di dissenso verso l’uccisione di ogni essere vivente.

Due occasioni da non perdere per chiedere di abolire questo sadico “divertimento”, di proteggere e tutelare gli animali e di poter godere appieno del diritto di muoversi nelle aree verdi in piena sicurezza, senza rischiare di rimanere vittime di “incidenti” fatali.

Roberta Ragni

 

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