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Uno dei diritti fondamentali dei cittadini europei è quello di poter esercitare in qualsiasi momento il diritto di presentare una petizione al Parlamento europeo, individualmente o in associazione con altri, ai sensi dell'articolo 227 del trattato sul funzionamento dell'Unione europea.

Ed è per questo che il Parlamento ha richiesto, in occasione dell’approvazione della relazione sulle attività del 2010 della commissione per le petizioni, l’istituzione di un portale web dedicato alle petizioni, che offra un modello interattivo e informazioni, come pure link verso altri mezzi di risoluzione alternativi a livello sia europeo sia nazionale.

"Le petizioni devono essere un pilastro della cittadinanza europea", ha affermato il relatore Willy Meyer nel dibattito che ha preceduto la votazione, ricordando anche l'importanza di "avviare un dibattito sull'applicazione limitata della Carta dei diritti fondamentali".

Secondo i dati della Commissione petizioni, la maggior parte delle lamentele dei cittadini ricevute nel 2010 riguardava le questioni ambientali, seguito dai diritti fondamentali, dal mercato interno e dalla giustizia. Il Parlamento europeo ha ricevuto 1.655 petizioni, una diminuzione del 14% rispetto alle 1.924 presentate nel 2009. Nel 2010, 653 petizioni (39,5%) sono state dichiarate irricevibili. I tedeschi si sono confermati i firmatari più attivi per nazionalità, seguiti da spagnoli, italiani, rumeni e polacchi.

Quanto allo stato delle petizioni, va segnalato che la gran maggioranza delle petizioni trattate, il 70,8%, viene archiviata entro il primo anno, mentre il numero di petizioni in sospeso da oltre 4 anni è esiguo. Le petizioni in sospeso corrispondono, nella maggior parte dei casi, a procedimenti giudiziari aperti negli Stati membri o a procedure d'infrazione dinanzi alla Corte di giustizia dell'Unione europea.

I deputati hanno espresso anche un forte disappunto per la negligenza di alcuni Stati membri nell'applicare e nel far rispettare la legislazione ambientale europea, chiedendo alla Commissione di controllare meglio il rispetto e l'attuazione di tale legislazione, in ogni momento della procedura e non solo dopo l’adozione di una decisione definitiva.

Secondo i deputati, poi, la commissione per le petizioni dovrebbe avere un ruolo chiave nei rapporti con le iniziative dei cittadini e rappresentare il Parlamento in audizioni pubbliche per le iniziative dei cittadini "che avranno raccolto un milione di firme".

Insomma, l’Europa vuole essere più attenta alla voce dei suoi cittadini. E allora perché non presentare una petizione, se necessario? In attesa della realizzazione del portale ad hoc, sul sito del Parlamento Europeo è possibile trovare tutte le informazioni sulla corretta procedura da seguire.

Per leggere la relazione sulle attività della commissione per le petizioni relative al 2010 clicca qui

Roberta Ragni

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