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Che la lobby dei cacciatori sia fiancheggiata da alcune frange del governo era ben noto a tutti da tempo. Ora però l’atteggiamento di chi ama uccidere gli animali solo per il gusto di farlo è diventato a dir poco inaccettabile.

Nei giorni scorsi, per mezzo di un'interrogazione parlamentare proposta dal Pdl, i cacciatori hanno sferrato un duro attacco all’ISPRA, Istituto Superiore per la protezione e la ricerca ambientale, che si occupa di regolamentare la stagione e le attività venatorie in base ai ritmi della natura, i cicli di vita e riproduzione degli animali

Dura naturalmente la reazione delle associazioni ambientaliste, che evidenziano il tentativo - da parte dei cacciatori e da alcuni esponenti del governo – di delegittimare un istituto riconosciuto e apprezzato non solo a livello nazionale, ma anche europeo, come competente e autorevole.

Secondo Fulvio Mamone Capria, presidente della Lipu, è assurdo che alcuni parlamentari che dovrebbero rappresentare la nostra Repubblica siano “contro le istituzioni scientifiche italiane, da sempre punto di equilibrio di professionalità e di competenza. Una situazione intollerabile, che vede regioni, ministeri, Ispra, amministratori sotto il costante ricatto del mondo venatorio”.

Secondo l'Enpa le accuse nei confronti dell’Ispracelano preoccupanti tentativi di sostituire la voce dei fucili a quella della scienza".

Per questo le due associazioni animaliste chiedono a gran voce al Ministro dell’Ambiente, Stefania Prestigiacomo, di farsi garante della difesa dell'Ispra “nei confronti di chiunque tenti di condizionare l’attività scientifica, che deve restare indipendente”.

"Il ministro dell’Ambiente intervenga con parole e fatti concreti contro gli indecenti attacchi nei confronti dell’Ispra e dei suoi ricercatori. – ha detto Mamone - È uno scandalo che in Italia parlamentari della Repubblica siano contro le istituzioni scientifiche. Siamo pronti a rivolgerci anche al Presidente della Repubblica per chiedere garanzie a favore della ricerca scientifica”.

E tutto questo sta accadendo semplicemente perché i cacciatori non vogliono limiti e regole alla loro assurda attività, come sottolinea l’ENPA:Dopo il fallimento dei progetti di deregulation venatoria e di caccia selvaggia, le doppiette prendono di mira l’Ispra, autorità di prestigio internazionale, l’unica riconosciuta dalla legge nazionale per la tutela della fauna e la regolamentazione della caccia 157/1992, scaricando proprio su di esso la responsabilità per le procedure d’infrazione aperte dall’Europa contro l’Italia. Ma si tratta di un’operazione pretestuosa, condotta senza alcun fondamento. Le accuse, infatti, sono paradossali e celano preoccupanti tentativi di sostituire la voce dei fucili a quella della scienza”.

Dello stesso parare anche la LAV: “Ritenendo insufficienti le centinaia di milioni di animali che uccidono ogni anno, i cacciatori tentano la carta della politica per smantellare l’autorevolezza dell’ISPRA, grazie all’aiuto del parlamentare di turno disposto a farsi portavoce delle loro richieste – ha detto Massimo Vitturi, responsabile nazionale LAV caccia e fauna selvatica - I cacciatori non tollerano i limiti che la legislazione e la scienza impongono alla loro feroce attività quindi puntano simbolicamente le loro doppiette contro l’Istituto che fornisce i pareri sulla caccia in deroga, che consente loro di uccidere uccelli protetti nel resto d’Europa”.

Unanime quindi la richiesta di intervento indirizzata alla Prestigiacomo: “Chiediamo al ministro di farsi garante della libertà e del rispetto verso un istituto che svolge neutrali funzioni di arbitro: il 5 luglio anche la Commissione Europea ha riconosciuto, nuovamente, l’autorevolezza e il carattere vincolante dei pareri dell’Ispra”.

Verdiana Amorosi

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