climategate

Si chiude definitivamente anche per la National Science Foundation (NSF) statunitense la vicenda del climatologo Michael Mann, che con la sua équipe di esperti era stato accusato di aver manipolato in modo deliberato alcuni dati per sostenere la teoria del riscaldamento globale, scandalo ribattezzato velocemente dalla stampa “Climategate”.

Epilogo analogo alle 8 indagini precedenti: in ordine cronologico quella dell’Accademia nazionale delle scienze, del Comitato per la scienza e la tecnologia della Camera dei Comuni (pdf), della commissione internazionale (pdf), degli esperti stranieri chiamata dall’Università dell’East Anglia (pdf), degli esperti britannici scelti dalla Royal Society, dell’università della Pennsylvania (pdf), dell’Environmental Protection Agency (pdf) e dell’Ispettorato del Dipartimento degli Interni per conto della National Oceanographic and Atmospheric Agency (pdf).


Ora si aggiunge alla lista quella del NSF, in cui si legge: “All’unanimità, un comitato d’indagine composto da universitari con credenziali impeccabili ha stabilito che il dott. Michael E. Mann non ha mai commesso né partecipato direttamente o indirettamente ad azioni che si discostino seriamente dalle pratiche adottate dalla comunità accademica nel proporre, condurre o riferire ricerche, o altre attività di studio.[…]Mancando qualsiasi diretta evidenza di inadempienza professionale, come definita dal Codice Deontologico per la Ricerca della NSF, chiudiamo questa indagine ed escludiamo ulteriori azioni in merito”.

Insomma, il riscaldamento globale esiste, l’origine antropica pure e il metodo di Mann, con il diagramma “a mazza da hockey” (l’hockey stick), è una realtà dimostrata dai fatti e ottenuta con metodologie perfettamente accettabili.

Dopo tutti questi illustrissimi pareri, sarebbe ora di rivalutare pubblicamente l’immagine e la credibilità scientifica del climatologo umiliato e vessato. Il capitolo è chiuso. E invece no, non è così. Perché nel 2010 il procuratore generale della Virginia, il repubblicano Ken Cuccinelli, ha aperto un’inchiesta per abuso di fondi pubblici contro Mann. Sebbene i tribunali abbiano già ritenuto la richiesta infondata, si attende ancora la decisione della Corte Suprema.

Non paghi, i repubblicani, difesi dall’avv. Chris Horner dell’American Tradition Institute (ATI, intentano un procedimento contro Mann, con richieste simili a quelle precedenti, ma, questa volta, in base alla Legge sulla libertà di informazione.

Fastidiosi tentativi di sabotaggio, per screditare una verità troppo scomada?

Per scaricare il rapporto del NSF clicca qui

Roberta Ragni

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