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Il 1° settembre in Giappone ricomincia l'anno scolastico e la campanella suonerà anche per i bambini della prefettura di Fukushima. Ma le scuole della città sono davvero sicure? No, verrebbe da rispondere di getto. E no è la risposta anche stando ai dati raccolti da Greenpeace che tra il 17 e il 19 agosto 2011 ha voluto monitorare la radioattività in alcuni istituti scolastici della città di Fukushima.

In particolare, il team di esperti dell'associazione ha svolto le analisi in una scuola superiore, in un asilo e in un centro di assistenza all'infanzia evidenziando “tassi di radioattività di 1.5 µSv/h a un metro dal suolo in una scuola che era stata già decontaminata dalle autorità e 2 µSv/h a un metro dal suolo in un parco del centro cittadino”. Livelli questi oltre 15 volte superiori agli standard di sicurezza internazionale che dimostrerebbero come non siano affatto sufficienti tutti gli sforzi che le autorità stanno compiendo per decontaminare la zona e garantire così la salute dei cittadini, soprattutto dei bambini.


Per questo Greenpeace chiede di posticipare l'apertura delle scuole nella città di Fukushima al nuovo Premier giapponese Yoshihiko Noda,

«Nessun genitore dovrebbe scegliere tra la salute e l'educazione dei propri figli - ha dichiarato Kazue Suzuki, responsabile della campagna Nucleare di Greenpeace Giappone - il piano di decontaminazione, atteso ormai da troppo tempo, arriverà comunque troppo tardi. Il nuovo Primo Ministro deve rinviare subito l'apertura delle scuole, trasferire quelle nelle aree più a rischio e mobilitare i migliaia di lavoratori necessari a portare le dosi radioattive il più possibile al di sotto di 1 mSv/anno».

L'associazione ambientalista denuncia, dunque, l'inadeguatezza del nuovo "piano di decontaminazione" messo in atto dal Governo, definito “gravemente in ritardo e inadeguato”.

Stando ai dati raccolti dal team di Greenpeace, infatti, in molte aree già decontaminate dalle autorità i tassi di radioattività media rimangono al di sopra del livello massimo consentito di 1mSv/anno, mentre una diminuzione dei livelli di radiazioni è stata registrata in luoghi dove ulteriori attività di pulizia sono state messe in atto direttamente dalle comunità locali.

«Abbiamo trovato una notevole diminuzione delle radiazioni in un asilo della città di Fukushima, ma questo è accaduto grazie agli sforzi della comunità locale e delle organizzazioni non governative - afferma Jan Vande Putte, esperto di radioattività per Greenpeace International- Questo dimostra che è possibile ridurre i livelli di esposizione alle radiazioni per i bambini, ma si devono mettere in atto misure immediate per evitare qualsiasi possibile pericolo per la loro salute».

Simona Falasca

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