treno_scorie_nucleari

Il referendum contro la costruzione di nuove centrali nucleari ha scongiurato il ritorno all'atomo, ma nel nostro paese le scorie radioattive delle vecchie centrali continuano a percorrere centinaia di km nel più assoluto silenzio. Lo fanno su comuni binari del treno, stipate dentro vagoni merci che non sopporterebbero la caduta da un argine più alto di 9 metri. La rotta è quella che dal piccolo comune di Saluggia(Vercelli) arriva al paese francese di La Hague, dove un centro di arricchimento dell'uranio provvede alla bonifica e al riciclo delle barre di combustibile esausto, in arrivo dall'Italia e dal resto d'Europa.

Il caso è stato portato all'attenzione di politica e società dopo l'inchiesta di La Repubblica “Nuclear Express”, ma i tentativi – l'ultimo dei quali riuscito – di ambientalisti e cittadini di bloccare il treno non sono una novità, né per il nostro paese né per altri come la Germania. I cittadini piemontesi devono essere adeguatamente informati sul trasporto delle scorie radioattive dallo stabilimento di Saluggia alla Francia – ha fatto sapere in un comunicato stampa il capogruppo Idv al Consiglio regionale del Piemonte Andrea BuquicchioInoltre, i tempi e le modalità del trasporto dovrebbero essere concertati con le istituzioni locali e con i rappresentanti dei territori coinvolti (Comunità montane e Provincia).

Parole che sottolineano bene due aspetti: da un lato l'atteggiamento omertoso delle istituzioni, dall'altro i rischi in termini di sicurezza per la popolazione. Rischi per altro inutili, visto che lo smaltimento delle scorie è sì necessario, ma non in un'ottica di riconversione dell'uranio. In base all'accordo stipulato tra il governo francese e quello italiano nel 2005, infatti, i 12 convogli che partono ogni anno alla volta di La Hague dovranno riportare entro il 2025 le barre “riciclate” in Italia. Il tutto alla modica cifra di 4,3 miliardi di euro, soldi presi dalla bolletta energetica alla voce “oneri nucleari”. Il motivo di una simile operazione, dato che il nucleare nel nostro paese non è e non sarà operativo per molti anni a venire, rimane dunque un mistero... a meno di considerare l'eventualità di un precedente disegno politico, che della volontà degli italiani avrebbe voluto levarsene le mani. Così non è stato.

Roberto Zambon

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