ispra_2011

È stato diffuso ieri il VII Rapporto sulla Qualità dell’Ambiente Urbano dellIspra. Dati quantomai allarmanti, soprattutto per l'aumento dello sfruttamento del suolo e per la produzione di rifiuti. Va meglio invece per l'acqua, visto che vi è stato un calo dei consumi, e per le emissioni inquinanti nell'atmosfera, in discesa insieme al numero di auto in circolazione. Ma esaminiamo con ordine i vari punti presi in esame all'interno del rapporto.

Suolo. Nei centri urbani, nell'ultimo decennio si è assistito alla frammentazione di ampi territori, con una generale accelerazione di tale processo. In particolare, nel periodo compreso tra il 1999 e il 2006, a livello nazionale si è registrata ogni anno un'estensione equivalente a 3 volte la superficie della città di Napoli. Ciò significa che gran parte delle città italiane hanno aumentato la propria estensione, diminuendo la densità abitativa. È successo a Roma, dove si è passati da109,5 abitanti per ettaro di suolo consumato a 80 tra il 1990 e il 2008.

Rifiuti. In generale, secondo il rapporto, nelle città si registra una produzione di rifiuti maggiore che nel resto del paese.I maggiori incrementi di produzione si sono avuti a Campobasso (+7,3%), Modena (+7%), Forlì e Napoli (+6,2%). In controtendenza, un calo superiore al 10% è stato registrato a per Potenza (-19%), Terni (-11,4%) e Catania (-10,4%). Per quanto riguarda la raccolta differenziata, va decisamente meglio, visto che nel 2008 le città hanno contribuito per il 22,6% del totale nazionale facendo registrare, in termini assoluti, un valore di oltre 2,2 milioni di tonnellate. Tra le città più virtuose troviamo Novara, sopra il 70%, e Trento che va oltre il 50% (53,9%). Fanalini di cosa invece Napoli, Catania, Palermo, Taranto, Siracusa e Messina al di sotto del 10%, ma anche Roma non spicca, superando di poco il 17%.

Acqua. Nel 2009, il dato sul consumo di acqua pro capite ha fatto registrare un calo dell'11,4% rispetto al 2000. Bene a Prato con valori di poco superiori ai 46 m3/abitante, seguita da Sassari (46,8 m3) e Foggia (48,1 m3). Migliorano anche le perdite, calate tra il 2005 e il 2008 dal 31% al 29%.

Emissioni. Buone notizie anche sul fronte delle emissioni di sostanze inquinanti nell'atmosfera. I dati relativi al 2008 hanno infatti mostrato una diminuzione nelle emissioni di particolato aerodisperso (il PM10 primario), ma anche di ossidi di azoto (NOx), composti organici volatili diversi dal metano, ossidi di zolfo, ammoniaca e benzene. Eccezion fatta per le città dell'area padana, dove sono stati superati quasi ovunque i valori limite di concentrazione in aria relativi ai vari inquinanti, in particolare per PM10, PM2,5, NO2 (biossido di azoto) e ozono.

Auto. Bene anche sul fronte dei veicoli, ancora tanti ma in calo in calo in tutto il centro Nord, da Milano (-2,9%) a Venezia (-3,5%) fino a Roma (-5,2%). Viceversa, al sud il numero di veicoli in circolazione è cresciuto un po’ ovunque, forse anche per mancanza di un'adeguata rete di trasporto pubblico, oscillando tra l’1,2% di Cagliari e il 5,9% di Catania, con l’eccezione di Salerno, Pescara e Sassari dove si è riscontrata una diminuzione delle autovetture pari rispettivamente a 3,4%, 0,4% e 0,3%. Nonostante le buone notizie, molto resta da fare nel settore della mobilità sostenibile. Rimane forte il divario tra le città del nord e del sud Italia ad esempio per la disponibilità di piste ciclabili o di aree pedonali.

Aree verdi. Il patrimonio di aree verdi cittadine resta sostanzialmente invariato. Minimi i miglioramenti registrati nel 2009: oltre la metà delle città analizzate dal rapporto hanno aree verdi per un totale del 5% e solo in 8 città va oltre il 20%. Palermo è il Comune con la maggiore copertura di aree verdi sul territorio comunale (31,9%), seguito da Ravenna (29,9%), Ancona (28,1%) e Roma (27,5%).

Tutto sommato un bilancio positivo, che ha individuato tuttavia le lacune da colmare, come il divario tra Nord e Sud, e tra l'Italia e il resto d'Europa, ancora indietro sotto il profilo delle iniziative volte alla tutela dell'ambiente e al miglioramento della qualità della vita nelle città.

Francesca Mancuso

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